di Nour Elassy
Una scrittrice palestinese racconta la sua partenza dal territorio martoriato dall’offensiva israeliana. Il dolore per il distacco dai familiari, il senso di colpa e la determinazione a non dimenticare mai le radici >
Punto di vista
“Patriarcato”: parola necessaria ma non esaustiva
di Daria Catulini
In seguito al femminicidio di Giulia Cecchettin e di altre giovani donne, siamo stati inondati da una marea mediatica di approfondimenti, interviste a esperti, statistiche. >
L’amore non garantisce il rispetto
di Massimo Lizzi
A Salerno, un uomo ha strangolato una donna. Ha scritto ai genitori di aver fatto una “cavolata”. In un gruppo pubblico di Facebook, trentaduemila uomini hanno scambiato tra loro le foto intime di mogli e fidanzate. Al Policlinico Umberto I di Roma, di fronte ai colleghi, un operatore sanitario ha detto alla paziente in attesa di fare la tac: “Se vuoi togliere il reggiseno ci fai felici tutti”. >
Ti ricordi il Cicip? Riflessione femmina sugli spazi sociali autonomi di Milano
di Cristina Morini
Della Milano che amiamo, non per rimpianto o nostalgia ma perché nutre la nostra immaginazione presente, fa senza dubbio parte l’esperienza del circolo femminista separatista Cicip&Ciciap, fondato nel 1981 da Nadia Riva e Daniela Pellegrini, nella casa occupata di via Morigi 8. >
«Quando si sogna da soli è solo un sogno, quando si sogna insieme è la realtà che comincia”
di Michela Risi
Due donne, la Puglia, l’idea di un camper e un inizio più che incerto ci insegnano quanto sia importante non smettere di sognare, anche quando la vita sembra imporlo. >
Gaza, le madri dei soldati israeliani: “Ritiriamoci subito dalla Striscia”
di Manuela Dviri
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Laura Lepetit, La Tartaruga e Amanda Cross
di Rosaria Guacci
“In ultima analisi”, di Amanda Cross alias Carolyn Heilbrun, prima edizione La Tartaruga 1987 (nella collana La Tartaruga nera), è oggi dato alle stampe da Sellerio. Per informazione, era stato editato sempre dalla Tartaruga, nel 1985, il più divertente rompicapo intellettuale “Un delitto per James Joyce”. >
La giudice Iolanda Apostolico aveva ragione
di Giulio Cavalli
Lo chiamarono attivismo giudiziario. Le affibbiarono un’etichetta politica. Diffusero video privati, la accusarono di faziosità, di sabotaggio, di militanza mascherata. >
