di Elisa Britzelmeier
La presidente del consiglio Giorgia Meloni aveva perfino partecipato a una puntata del podcast del rapper Fedez, uno dei più seguiti in Italia, per far conoscere la sua riforma della magistratura ai più giovani. Ma loro non si sono lasciati convincere: il referendum costituzionale del 22 e 23 marzo ha bocciato lo stravolgimento della giustizia proposto dal governo di estrema destra guidato da Meloni. >
Punto di vista
Un No più grande degli schieramenti
di Laura Colombo
Che cos’è capitato il 22 e 23 marzo? Milioni di persone, molte delle quali giovani, sono andate alle urne e hanno detto “No” a una riforma della Giustizia che il governo presentava come necessaria. Il No ha vinto con quasi il 54%. L’affluenza è stata più alta di quanto si prevedesse. >
Guerra e servizi digitali: un’alleanza maschile pericolosa
di Umberto Varischio
Le conseguenze negative del ricorso massiccio a servizi digitali non sono solo le difficoltà, talvolta insormontabili per alcune categorie di persone, nell’utilizzo di questi servizi ma sono molto più profonde e pericolose. >
La madre dell’IA: “perché l’IA non deve sostituirci”
di Romina Marceca
La sua casa è una galleria di ricordi. Sui muri la rivoluzione fatta di calcoli e numeri è nelle lauree e nei riconoscimenti incorniciati, nelle foto con gli studenti e in quelle dei congressi in tutta Europa. >
Se egli è ella: la promessa nel pensiero delle donne
di Ilaria Durigon
Ogni giorno apriamo gli occhi su un mondo che si mostra sempre più incomprensibile: pare vacillare la nostra capacità di assimilare nuovi scenari poiché il mutamento è incessante. >
Tessere la pace (e la politica)
di Alberto Leiss
Quanto avrà contato nel successo del No il rifiuto e la paura della guerra devastante scatenata da Trump e Netanyahu, tanto più essendo al governo una alleata del capo americano che ha molto esitato a prenderne le distanze? >
La camminata a piedi nudi di donne palestinesi e israeliane
di Franca Fortunato
Women of the Sun (le donne del sole) e Women Wage Peace (le donne portano la pace) sono due associazioni, l’una palestinese fondata a Gaza e in Cisgiordania nel 2021 da Reem Hajajreh, e l’altra israeliana, cofondata da Yael Admi, entrambe candidate al premio Nobel per la pace 2025. Da anni, prima del 7 ottobre, portavano avanti insieme iniziative di pace, dando l’esempio di una possibile convivenza tra due popoli su un’unica terra. >
La storia delle giovani giuriste contro la multinazionale del cemento
di Antonella Mariani
La vicenda-choc in Francia: un gruppo di attiviste ha portato in tribunale il colosso Lafarge con l’accusa di aver finanziato il Daesh in Siria tra il 2013 e il 2015 pur di tenere aperto l’impianto. Un libro racconta la storia >
