26 Novembre 2021

Lorena Fornasir, Gian Andrea Franchi: giustizia è fatta

di Silvia Marastoni


«In data 22-23 novembre 2021 il pubblico ministero e il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bologna hanno convenuto di archiviare l’accusa fatta nei nostri confronti “non emergendo elementi che consentano la sostenibilità dibattimentale dell’accusa”» stessa. Inizia così il comunicato con cui Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi hanno annunciato la conclusione della vicenda processuale che – dal febbraio 2019 – li ha assurdamente coinvolti. Accusati (prima lui, poi anche lei, e indirettamente pure l’Associazione Linea d’Ombra, che insieme hanno fondato a Trieste) di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina a scopo di lucro, in concorso con una “cellula triestina” composta da decine di persone, “con le aggravanti ad effetto speciale del concorso di tre o più persone e dell’uso di documenti contraffatti […]” e “con l’ulteriore aggravante d’aver commesso il fatto al fine di trarre profitto”.

Come in molti altri casi – in Italia e non solo –, all’origine di queste imputazioni insensate, per non dire persecutorie, c’è la solidarietà con le persone migranti: l’aver ospitato due notti nella propria casa una famiglia iraniana di origine curda (padre, madre e due bambini), aiutandola anche a recuperare le poche centinaia di euro inviate da un fratello lontano attraverso un servizio di money transfer.

Nata – val la pena di ricordarlo – per iniziativa di un pubblico ministero già in precedenza tra gli “inquisitori” dei volontari dell’associazione Ospiti in Arrivo di Udine (anch’essi poi tutti prosciolti), l’inchiesta, ricorda il comunicato, è stata in seguito trasferita ad altra sede, «dato che Lorena, giudice onorario presso il tribunale dei minori di Trieste, rientra nei ranghi della magistratura per la quale è competente appunto il tribunale bolognese. Il procedimento giunge quindi nelle mani di un magistrato non interessato a un’intenzione politica punitiva nei confronti di chi agisce solidalmente con i migranti, il quale non ha difficolta a ravvisare il carattere artificioso della presunzione di collegamento fra Gian Andrea, Lorena e la cosiddetta cellula triestina e, ancor più, lo scopo di lucro», e «chiede quindi l’archiviazione che il giudice per le indagini preliminari conferma».

«Il succo di questa vicenda», sottolineano Gian Andrea e Lorena, «sta appunto nel rendere ancora una volta evidente il carattere politico delle denunce nei confronti degli attivisti solidali con i migranti: così è caduta la denuncia contro Mediterranea e prima ancora quella contro Carola Rackete. Crediamo che cadrà anche quella di Andrea Costa di Baobab di Roma. Diverso è caso di Mimmo Lucano perché gli inquirenti ritengono che si tratti di un esempio pericoloso in quanto avrebbe potuto diffondersi presso altri piccoli comuni spopolati come esempio di rinascita sociale».

Di Lorena, Gian Andrea e Linea d’Ombra, dell’impegno con cui quotidianamente, da anni, accolgono in Piazza della Libertà (da loro rinominata Piazza del Mondo) chi transita da Trieste in arrivo dall’infernale viaggio lungo la rotta europea dei Balcani, della pratica politica a matrice femminile e materna fondata sulla relazione e la cura dei corpi che Lorena ha “inventato”, dei loro periodici viaggi solidali oltre il confine e delle tante altre iniziative che nel tempo hanno promosso (tra cui ricordo in particolare Un Ponte di Corpi) su questo sito abbiamo più volte parlato*.

Con loro, “amici politici” della Libreria e della rete delle Città Vicine, abbiamo discusso dell’esperienza di Linea d’Ombra in un ricco, intenso incontro “virtuale” nel maggio scorso**, e speriamo di poterlo rifare presto in presenza.

Oggi, mentre ai confini europei (e non solo) si ripetono ancora quotidianamente respingimenti, naufragi e altre inaccettabili violenze, in molte-i festeggiamo almeno questa buona, attesa notizia: come tante-i in questi giorni hanno scritto, per Lorena e Gian Andrea “giustizia è fatta”.


* Vedi ad esempio:


https://www.libreriadelledonne.it/puntodivista/contributi/la-carrettina-verde-e-il-ponte-di-corpi/
https://www.libreriadelledonne.it/puntodivista/dallastampa/solidarieta-e-umanita-non-sono-reato
https://www.libreriadelledonne.it/puntodivista/dallastampa/la-solidarieta-diventa-reato-irruzione-a-linea-dombra
** Vedi il video: https://youtu.be/-Ng9O5Pwbtk


(www.libreriadelledonne.it, 26 novembre 2021)

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