Luisa Muraro
È bene che ci poniamo anche noi, comuni mortali, gli interrogativi che vengono da una ricerca scientifica che avanza a modo suo (umanamente limitato, oltre che squilibrato dagli enormi interessi economici che ci sono di mezzo) sui confini della vita. >
Archivio dell'autore: libreria
Lavoro, una vittoria delle donne
Donata Gottardi
Il Governo o, meglio, il Ministero del lavoro ha ritirato il decreto sul contratto di inserimento che avrebbe sancito l’inserimento delle donne italiane tra le categorie di svantaggio sociale. >
Mutilazioni genitali femminili: l’Africa cerca un’altra strada
Elena Doni
Invece del silenzio, parole: molte parole. Invece del tabù, pubblici convegni. E oltre alle leggi, spesso ignorate, «dichiarazioni di villaggio»: efficace veicolo di persuasione che si diffonde con effetto domino. E poi radio, canzoni, spettacoli e «riti alternativi», come piantare un albero, per segnare il passaggio delle ragazze all’età adulta. >
Le notti bianche di Mariam
Pietro Ichino
Mariam ora è indignata con l’Italia. Lo dice pacatamente, ma è una sentenza durissima: “È una vergogna”. Eppure in Italia è sempre stata bene ed è grata al nostro Paese. >
Più informazione contro l´aborto – da La Repubblica
Giovanni Valentini
Qualunque ne sia la causa, sembra legittima la questione se in una società forgiata secondo i paradigmi della deregulation, imposti per ogni dove dai media, possano funzionare condizioni minime per lo sviluppo di una cultura del limite etico, dunque della norma anche in ambiti futuristi, come l´ingegneria genetica, la biologia embrionale, l´impatto psichico e politico dei media di massa. >
Cini, dal Serpentone alla Casa
Lea Vergine
Quando si farà un’indagine critica sugli architetti e designer donne degli ultimi cento anni sarà troppo tardi. >
A mano disarmata nelle metropoli
Saskia Sassen «Atlante di un’altra economia», da oggi in libreria per manifestolibri. Una mappa delle politiche e delle pratiche «del cambiamento», alternative possibili al modello liberista, come l’altro mondo riunito in questi giorni a Porto Alegre. I «senza potere» indicati dalla studiosa delle città globali come i protagonisti del futuro
L’inferno indiano
Natalia Aspesi
Questa signora spiccia e per niente fragile, che sbatte nervosamente un angolo del suo sari color sangue sulla spalla del golf di lana grigia, chiede pasta all’ amatriciana ed è già infastidita dagli sguardi occidentali che si commuovono per i suoi eroismi e per i suoi 79 anni che si vorrebbero tremuli e invece sono duri e combattivi, è la più famosa eroina di un’ India che anche gli indiani non conoscono, la cantastorie irrefrenabile, puntigliosa, implacabile, di soprusi, miserie, crudeltà, tirannie, sfruttamento, annientamento, dolore, di popoli cancellati dal vorticoso progresso del paese, dove gli ingegneri informatici sono milioni e migliaia le grandi aziende occidentali che ricorrono alla loro sapienza comunque sottopagata. >
