di Paolo Conti
«Sia la posizione “orrore-orrore” e quella “che bello che bello” mi sembrano stupide. Bisogna chiedersi con intelligenza quale mondo vogliamo costruire intorno» >
Archivio dell'autore: Massimo Lizzi
Adozioni lesbiche, sì del tribunale a una coppia di donne: ognuna diventerà madre della figlia dell’altra
di Valentina Santarpia
Per la prima volta in Italia si è stabilito che due compagne possono adottare ciascuna la bambina della partner. Le piccole, di 4 e 8 anni, nate in Danimarca con l’inseminazione artificiale, avranno il doppio cognome ma non saranno sorelle >
Simone Weil nel corpo vivo della conoscenza
di Alessandra Pigliaru
Saggi. La ricerca del punto di incontro tra teoria e prassi. Una nuova edizione del «Il diario di fabbrica» della filosofa francese e un saggio di Eugenio Borgna a lei dedicato >
la città della cura – appunti
di Valentina Tua
Leggendo il titolo “La città della cura” e le righe di spiegazione “…sguardo sull’abitare al femminile” per un attimo ho temuto che avrei assisto ad un incontro sul tema della conciliazione, i passeggini che non salgono sugli autobus, e cose di questo genere. >
Laura Lepetit: “La mia vita è oggi senza rimpianti, l’ho vissuta da donna e da femminista”
di Antonio Gnoli
L’editrice, intellettuale e femminista, nasce a Roma nel 1932, ma nel 1944 si trasferisce a Milano. Ha fondato e diretto fino al 1997 la casa editrice La Tartaruga >
Carla Cerati: lo sguardo di Antigone
di Silvia Mazzucchelli
“Per anni ho sentito parole agitarsi dentro di me: ubbidienza, sacrificio, gratitudine, lavoro, onestà, castità, maldicenza, verginità, educazione”, “ora questa montagna di parole si è condensata ed è esplosa: non sarò mai più la stessa, ma voglio essere me stessa”. È il 1975 e queste sono le parole con cui la fotografa e scrittrice Carla Cerati conclude il suo romanzo Un matrimonio perfetto, appartenente alla trilogia pubblicata con il titolo di Una donna del nostro tempo, ispirata alla sua vita, a cui ne seguiranno molti altri. >
Anche lo scrittore Kamel Daoud è caduto nella trappola di Colonia
di Catherine Cornet
Mentre la verità su ciò che è successo a Colonia la notte di capodanno continua a cambiare rispetto alla versione presentata nei primi giorni di gennaio, appare sempre più chiaro che molti giornali europei sono caduti nel sensazionalismo, annunciando un migliaio di aggressioni sessuali e dipingendo l’immagine di ondate di migranti appena sbarcati per stuprare le donne europee. La cancelliera Angela Merkel e la sua politica migratoria erano chiaramente nel mirino. >
