15 Gennaio 2008
il Manifesto

Lettera aperta a Formigoni

Caro Presidente Formigoni, abbiamo seguito con attenzione tutto il recente dibattito sulla 194 e come donne ancora una volta abbiamo dovuto prendere atto che si parla di noi, si parla per noi, ma non si parla con noi e, soprattutto, nessuno pensa importante ascoltarci. >

13 Gennaio 2008
il manifesto

Due ore all’inferno

Luisa Morgantini
Poco più di due ore ma sono bastate per vedere la distruzione e la desolazione della gente di Gaza. Con 8 parlamentari europei e un senatore del Pd, siamo stati gli unici rappresentanti politici ad essere entrati nella Striscia da quando è iniziato l’attacco israeliano. >

13 Gennaio 2008
la Repubblica

Una chiesa che scambia il sacro col profano

Eugenio Scalfari

Post scriptum. Molti lettori mi chiedono di intervenire a proposito della campagna per una moratoria sull’ aborto. L’ ho già fatto nei miei due ultimi articoli domenicali e non mi sembra di dover aggiungere altro. Mi chiedono anche un’ opinione sulla disponibilità di Veltroni a dialogare su questi temi con Giuliano Ferrara, l’ ateo devoto che ha promosso quella moratoria. Non ho opinioni in proposito. >

11 Gennaio 2008
IL TIRRENO

Madre per scelta responsabile

Paola Meneganti
Torna la questione aborto e legge 194, secondo cicli che poco hanno a che vedere con la realtà a cui tale questione rimanda, ma molto con la polemica tra partiti, dentro i partiti, dentro il governo, tra governo ed opposizione, nell’ennesimo teatrino parapolitico. Si parla di aborto: quindi di vita, di morte, del corpo a corpo tra madre e figlio, di sessualità e di desiderio. Si parla di aborto e si legge della “trasversalità” degli schieramenti in campo: Tizio sta con Caia, con B si schiera A. Che vergogna. >

9 Gennaio 2008
l'Unità

La strana etica di chi assale la 194

Adele Cambria
La vita è un valore troppo grande per essere ancora rinchiusa nella gabbia della cultura patriarcale che continua a imporre il proprio autoritario paternalismo amministrando e strumentalizzando le paure che l’uomo e la donna hanno di fronte alle pulsioni della vita e alla finitezza della esistenza. Riteniamo distruttivo e opposto alla cultura della vita colpevolizzare le donne che vivono il dramma dell’aborto, definirle «assassine», accostare l’aborto stesso alla pena di morte, accusare la legge 194 di «genocidio» dei feti. >