Marinella Correggia
Presidente “a vita” del Burkina Faso dal 1987, dopo il colpo di stato in cui
fu assassinato Thomas Sankara, Blaise Compaoré ieri avrebbe dovuto ricevere a
Firenze il Premio Galileo 2000 con la seguente motivazione: “Per l’impegno
nella mediazione dei conflitti etnici e sociali”. >
Approfondimenti
Commento di Luisa Muraro al testo di Lucetta Scaraffia pubblicato dall’Osservatore romano del 22 maggio scorso
Molte donne hanno l’impressione non infondata che la Chiesa cattolica italiana spinga perché si torni alla repressione penale dell’aborto, e questo impedisce loro, ci impedisce, di ascoltare l’insegnamento cristiano con l’attenzione che merita. >
Pensare un uomo nuovo non violento
di María Milagros Rivera Garretas
Chiedo agli uomini che hanno conosciuto qualche volta l’amore – e sono molti perché senza amore non sarebbero vivi – di pensare tra loro un uomo nuovo: un uomo non violento, un modo di essere uomo che riconosceranno tra quelli che già ci sono e decideranno come sarà. >
Viva le maestre!
Maria Cristina Mecenero
Il film documentario L’amore che non scordo delle registe Manuela Vigorita e Daniela Ughetta è un frutto maturato dopo anni di politica delle donne e del movimento dell’Autoriforma. >
Elogio della scuola e di chi ci vive dentro
“L’educazione non dovrebbe sottolineare e accentuare le differenze, invece delle somiglianze?”
(Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé) >
Lettera di Marisa Guarneri
Cari uomini italiani,
ho un gran peso sul cuore, e capisco il silenzio che da ogni parte si sente su ciò che sta accadendo in Italia.
Le mie amiche mi scrivono facendo battute sulla ragazza romena stuprata da un italiano, molto vicino a lei naturalmente…il convivente della datrice di lavoro. >
Intervento di Lucetta Scaraffia
In questi giorni la legge 194, che regola l’interruzione di gravidanza in Italia, compie trent’anni, fra polemiche che ricordano, per molti versi, quelle che hanno preceduto e seguito la sua approvazione. >
Commento di Luisa Muraro al testo di Lucetta Scaraffia
Luisa Muraro
La prima parte è molto sommaria, ma, considerato lo spazio limitato, la trovo accettabile. È innegabile che la legislazione statuale rispecchia la storicità della condizione umana, secondo la storicità che caratterizza lo Stato stesso. Questo vale anche per la Chiesa cattolica, ovviamente, ma con alcune notevoli differenze, in primis che la Chiesa non ha (più) un potere temporale per cui la sua condanna dell’aborto non equivale a mettere in prigione la persona colpevole. Lo Stato, non avendo l’istituto della “misericordia verso coloro che si pentono”, deve decidere la sua condotta legiferando in un modo o nell’altro. Nel confronto, bisognava tener conto di questo aspetto. >
