20 Gennaio 2008
la Repubblica

Sankaram: “Vi racconto la vecchia nuova India stracciona e miliardaria”

Gian Paolo Serino

Sari e minigonne, templi indù e grattacieli di vetro, spiritualità discussa via pod cast e matrimoni organizzati su Internet: è questa la nuova India, sospesa tra tradizione e supertecnologia, tra ricchezza ostentata e miseria assoluta, protagonista degli otto racconti riuniti ne Il tappeto rosso di Lavanya Sankaram (Marcos y Marcos). >

19 Gennaio 2008
Alias

Corale sull’Ontario

Graziella Pulce

Mai come di fronte a La vista da Castte Rock (trad. di Susauna Basso, Einaudi “Supercoral-li”, pp. 311, € 18,50) viene naturale ricordarsi che Alice Munro è anche il nome di uno dei personaggi più celebri della letteratura americana. >

4 Gennaio 2008
La Repubblica

La figlia che visse due volte

Nadia Fusini
A scuola abbiamo studiato la retorica e la dialettica, e dunque già di primo acchito di un titolo così, che ci affascina, riconosciamo l´ambivalenza. >

14 Dicembre 2007
il manifesto

Canzone per i patemi di una eletta

Massimo Raffaeli

Da tempo un’opera prima non si segnalava per una così nitida compiutezza e per l’originalità delle soluzioni linguistico-stilistiche;

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12 Dicembre 2007
CORRIERE DELLA SERA

Irène Némirovsky: com’ era bella la mia vecchia Russia

Isabella Bossi Fedrigotti

Un incantevole, breve racconto russo di Irène Némirovsky, pubblicato per la prima volta in Francia nel 1931, esce infine in Italia: nemmeno cento pagine, e dispiace, perché si vorrebbe che durasse più a lungo.

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1 Dicembre 2007

Alice Munro. Le mie radici nell’antica terra scozzese

Pietro Citati

La vista da Castle Rock è un libro bellissimo: forse il più bello che abbia immaginato Alice Munro – uno degli ultimi scrittori che, oggi, fanno splendere dentro di noi la vasta e disperata luce della letteratura (Einaudi, traduzione di Susanna Basso, pagg. 312 euro 18,50).

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21 Novembre 2007
la Repubblica

l rigore di Magda Szabo

Vanna Vannucci

Il destino, aveva detto. Scrivere era stato per lei un destino. La letteratura il suo pane quotidiano, leggere scrivere e insegnare le tre attività della sua vita.

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11 Novembre 2007
la Repubblica

Sophie Call

Concita de Gregorio

La lettera è una qualunque lettera d’ addio, se si può dire qualunque di un congedo. Breve, una paginetta. Accendi il computer un giorno e lei è lì.

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