21 Gennaio 2005

“Storie migranti, viaggio tra i nuovi confini” di Federica Sossi

Liliana Rampello

Bisogna dare atto alla testardaggine con cui Federica Sossi ha lavorato sulla politica e sulla lingua con cui si può affrontare il tema dell’immigrazione oggi in Italia, continuando a raccontare l’inferno dei famosi CPT (Centri di permanenza temporanea e assistenza) che lei chiama centri di detenzione, lager (e così ora sono in tanti a chiamarli, dopo di lei) visto che lì ci finisce non chi ha commesso dei reati, ma chiunque metta piede sul nostro suolo patrio da clandestino (ammesso che non sia prima morto in mare per naufragio della carretta che lo trasportava), privato di qualunque diritto, anche del più elementare, quello di essere un essere umano. >

21 Gennaio 2005

“Un’ora sola ti vorrei” di Alina Marazzi

Letizia Artoni

“Un’ora sola ti vorrei” è il titolo di un bel film documentario presentato al Festival del Cinema di Locarno nel 2002 e da poco disponibile in dvd la cui autrice, Alina Marazzi , è qui alla sua prima regia. >

21 Gennaio 2005

“Quel che il cuore sapeva” di Marta Boneschi

Bianca Pitzorno

Bianca Pitzorno è così brava che solo a lei permettiamo di saltare la nostra regola aurea: poche righe che dicono perché un libro ci è piaciuto. Ma noi non siamo scrittrici e lei sì, dunque viva la differenza!

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21 Gennaio 2005

“Prima della quiete” di Elena Gianini Belotti

Riccarda Novello

“A Porciano la giovane non aveva che nemici. … Più recisi e convinti s’erano mostrati il medico condotto e il farmacista, che avevano ricordato anche i suoi meriti durante l’epidemia di colera, la sua generosità, la sua dedizione: ma costoro erano uomini istruiti, illuminati e riservati, un’esigua, insignificante minoranza…” >

21 Gennaio 2005

“Quando i genitori si dividono” di Silvia Vegetti Finzi

Grazia Aloi

Usciamo allo scoperto, del resto oggi è di moda.
Aiutati dal sottobosco imperante dell’ingenuo fai-da-te, concediamoci catartiche confessioni pubbliche e private per soddisfare l’urente necessità di fitostimoline terapeutiche. >

15 Gennaio 2005
il manifesto

Il musulmano astratto

Marjane Satrapi

Nell´opinione pubblica occidentale si crede che con il termine «musulmano» si possa definire per intero la cultura di un paese. Non si percepisce che l´«islam» è invece solo una delle diverse componenti che costituiscono l´universo culturale di una nazione. Tutti i musulmani hanno la barba lunga, tutti sono dei fanatici e dei terroristi. >