di Anna Potito
[..]
Sono i 1.325 fogli (misura media cm. 24/35, contrassegnati dalla sigla C.S.) tra gouache, disegni preparatori, appunti che, ordinati in catalogo dallo Joods Historisch Museum di Amsterdam, Katia Ricci ha studiato a lungo, …
di Anna Potito
[..]
Sono i 1.325 fogli (misura media cm. 24/35, contrassegnati dalla sigla C.S.) tra gouache, disegni preparatori, appunti che, ordinati in catalogo dallo Joods Historisch Museum di Amsterdam, Katia Ricci ha studiato a lungo, …
di Lea Melandri
Leggo l’odg approvato al congresso di Sel per “‘Europa ed Elezioni politiche: confronto con Tsipras per una lista comune”.
di Giovanna Pezzuoli
Disfare l’economia, come faceva lei
È una “rompiscatole” piena di ironia: Ina Praetorius, teologa protestante svizzera, al Forum economico mondiale di Davos ha avuto una visione: ha immaginato Penelope che tesseva e disfaceva la sua tela sotto gli occhi di “banchieri spocchiosi e militanti del movimento antiglobale in stato d’ansia”.
di Sandra Morano
Bisogna ritornare, dopo decenni, a ridiscutere il fondamento di quest’arte che è modernamente andato perso, e con esso la relazione, e con questa la rappresentanza. E non bisogna avere vergogna di parlarne, come sembra che oggi avvenga: vite spese a prendersi cura di corpi e sentimenti non sono paragonabili a tanti altri lavori
Filosofa e femminista napoletana di grande forza umana e teoretica, Angela Putino ha lasciato un’impronta indelebile in chi l’ha conosciuta e in chi, anche senza conoscerla personalmente, ha frequentato i suoi testi.
Il numero di attentati subiti da Malalai Joya riportato dai media è molto spesso impreciso – la cifra esatta infatti è sette, non sei; senza considerare poi che questo numero si riferisce solo ai tentativi scoperti.
di Giovanni Vigna
Intervista a Myriam Marino dell’Associazione “Ebrei contro l’occupazione”: “La lotta dei palestinesi è quella degli europei, sottomessi allo stesso regime di repressione”.
di Alessia Fortunato
Tirarmi fuori da sotto le lenzuola, certe mattine, diventa quasi impossibile. Il fiato corto e una sensazione di gelo nello stomaco m’impediscono anche soltanto di tirarmi su a sedere. Penso all’acqua fredda e salata che mi riempiva la bocca e il naso impedendomi di respirare, che mi investiva a ritmo regolare senza darmi tregua.