di Natasha Walter
“Essere una donna” dice l’artista sul palco davanti a me, “non significa che io sono qui solo per crescere figli. Significa che sono qui per scrivere la storia. Noi donne possiamo parlare. Possiamo cantare. Nessuno ci ridurrà al silenzio”. Intorno a me esplode un boato di approvazione. >
Dalla stampa
La Libreria delle donne di Milano che alimenta il pensiero femminile
di Federica Fumagalli
Nata nel 1975 con un antesignano “fundraising”, la libreria raccoglie libri di scrittrici e offre uno spazio di riflessione femminista. Generazioni diverse discutono di parità, violenza e educazione, promuovendo un pensiero critico e la rete tra donne >
Non cediamo la libertà alla dittatura digitale
di Miguel Benasayg
È difficile, in questo periodo storico, parlare di scelte e di capacità di agire in modo naïf >
No alla pulizia etnica! Appello di oltre 200 ebree e ebrei italiani
di L3a – Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti – Voci ebraiche per la pace >
La lingua madre come fabbrica della realtà
di Marino Niola
Se non sei padrone della tua lingua non sei in grado di imparare le altre. Lo diceva Cesare Segre, uno dei più grandi critici letterari e linguisti del Novecento, per intendere che la nostra lingua madre custodisce la nostra identità e visione del mondo. Insomma è la nostra prima patria. >
Gianni Torres, Eunice, una donna del sud
di Silvana Silvestri
Il regista Gianni Torres racconta «Le mamme di San Vito», nel progetto Puglia-Brás >
Alla ricerca del perduto Oriente
di Roberta De Monticelli
C’è qualcosa di terribile nel silenzio con cui filosofi, giuristi, intellettuali specie accademici assistono oggi non solo alla violazione su larghissima scala, ma all’ostentato ripudio da parte di molti governi occidentali dei principi di civiltà enunciati nelle costituzioni rigide delle democrazie e nelle Carte del costituzionalismo globale che la seconda metà del Novecento ha prodotto. >
Il suicidio assistito non è eutanasia. Ora il Parlamento approvi una legge
di Chiara Saraceno
Non è vero che, come ha affermato il vicepresidente della CEI criticando la legge toscana sul suicidio assistito, «tra l’accanimento terapeutico e l’eutanasia c’è una terza possibilità, quella delle cure palliative». Per due motivi. >
