di Franca Fortunato
Che in Egitto si sia consumato, con il sostegno della piazza, un colpo di Stato contro la “democrazia”, è indiscutibile. Il che dovrebbe fare riflettere quanti in nome della stessa “democrazia”, che un anno fa ha eletto presidente dell’Egitto Morsi, hanno trasformato gran parte del mondo in un teatro di guerra. Iraq, Afghanistan, Libia, a cui si aggiungerà ben presto Siria ed Egitto.
