di Federica Verona
A Milano è arrivata la tempesta. La città che non si ferma, tutto d’un colpo, si è fermata. Questa grande macchina – bella e sghemba, veloce e sfinita, un po’ diva e un po’ fabbrica – dopo anni in corsa a velocità siderale, ha oggi un’occasione rara: quella di rallentare, stare in silenzio e interrogarsi su ciò che è stato, cosa non ha funzionato. Invece di rimuovere, rilanciando. Partendo dall’errore per ricostruirsi, finalmente, a misura di chiunque la abiti. A misura di diversità. >
Punto di vista
Violenza maschile contro le donne, la prevenzione non c’è
di Rita Rapisardi
[…] Lo dicono da sempre i centri antiviolenza e i movimenti femministi che l’azione penale non è la risposta al problema culturale della violenza di genere maschile contro le donne. >
Femminicidi, passa all’unanimità la legge tra i dubbi dei giuristi
di Luciana Cimino
Un altro decreto spot approvato con il giubilo della destra e, per una volta, anche dal centrosinistra, seppure con toni diversi >
Perché uomini e donne sono così distanti
di Sarantis Thanopulos
Secondo una inchiesta condotta in 27 paesi europei, riportata dall’Economist, alla domanda «sei d’accordo che i diritti delle donne sono andati troppo oltre e minacciano le opportunità degli uomini» gli uomini della cosiddetta generazione Z (20-30 anni) hanno risposto affermativamente in percentuale significativamente superiore a quella degli uomini delle generazioni precedenti >
Toccherà alle donne l’eredità dei boomers
di Danilo Taino
Nei prossimi due decenni, avverrà il maggiore trasferimento intergenerazionale di ricchezza mai registrato >
Armi al rogo, il Pkk fa sul serio
di Chiara Cruciati
Fare fuoco Tra le montagne del Kurdistan iracheno la cerimonia che cambia la storia del conflitto turco-curdo >
Se l’alienazione parentale si equipara alla violenza sulle donne si cede alla cultura patriarcale
di Sarantis Thanopulos
Il singolare caso del municipio VI di Roma che ha aperto uno sportello per uomini maltrattati psicologicamente >
Così Netanyahu ha ferito l’identità del popolo ebraico
di Widad Tamimi
Quando, molti anni fa, mio nonno ancora ragazzo, si ritrovò in mezzo all’immenso oceano a bordo dell’ultima nave partita dall’Inghilterra verso l’America, in cerca di rifugio dalle oppressive leggi razziali nazi-fasciste, sentì per la prima volta – mi disse – il peso della propria identità ebraica. >
