di Franca Fortunato
Nei due anni di genocidio Israele ha tentato di ucciderli tutti, di cacciarli dalla loro terra, li ha bombardati, massacrati, affamati, mutilati, trafitti nel corpo e nell’anima, ha raso al suolo le loro case costringendoli a sfollare e a vivere in tende improvvisate, ha ridotto la Striscia di Gaza a un cumulo di macerie, ma loro, i palestinesi, nonostante il dolore, le sofferenze e un mare di lacrime, hanno resistito con coraggio e determinazione. >
Punto di vista
Iran, le maratonete senza velo: «Eravamo in duemila, non potete fermarci tutte»
di Greta Privitera
Centinaia di capi scoperti. Centinaia di code, di trecce nere che ondeggiano libere. >
I Fantasmi di Trieste
di Nina Fresia
Piazza Unità d’Italia, Trieste: tripudio di luci e alberi di Natale. Novecento metri più in là, i magazzini del Porto Vecchio. >
Un punto di vista maschile sulla ricerca “Perché non accada” di ActionAid
di Umberto Varischio
“Perché non accada”, la ricerca (qui) commissionata da ActionAid su «come si percepiscono in Italia la violenza e le diseguaglianze di genere e come prevenirle» mette in luce una situazione italiana in cui la violenza maschile nei confronti delle donne rappresenta il riflesso di una cultura maschile che non è stata superata, ma che continua a influenzare profondamente la nostra vita quotidiana >
Riflessioni a margine di “I giovani e i nuovi modelli maschili”
di Laura Colombo
Sono uscita dal convegno “I giovani e i nuovi modelli maschili” a Palazzo Reale di Milano con una duplice sensazione: sorpresa e déjà vu. >
Una questione di dignità umana
di Annika Ross
La Presidente del Bundestag, Julia Klöckner, sul quotidiano Bild, ha risposto a un tenutario che l’aveva accusata di “abuso d’ufficio”. Klöckner ritiene che sia «suo dovere farsi sentire». >
Il premio Kyoto 2025 a Carol Gilligan
Siamo fiere di comunicarvi che Carol Gilligan è stata insignita del prestigioso Premio Kyoto 2025 per le Arti e la Filosofia. >
In scooter a Teheran: sempre più iraniane usano le moto, sfidando tabù e leggi non scritte
di Gabriella Colarusso
È iniziata a Teheran, la capitale che per prima registra e accoglie i mutamenti sociali del Paese: sempre più donne vanno in giro in scooter, si fotografano e condividono, e le immagini galvanizzano l’internet iraniana per una prassi impensabile fino a qualche anno fa e ancora inaccettabile oggi per gli ultraconservatori che la considerano una offesa alla morale pubblica, un atteggiamento “non islamico” perché impedirebbe alle donne di indossare correttamente l’hijab ed esporrebbe troppo il loro corpo, come scrive l’agenzia di stampa vicina ai radicali Shabestan. >
