Quante sono le parole di cui possiamo e forse dobbiamo riappropriarci, ripulendone e decostruendone i significati dominanti? La cura, per esempio, è una di queste. Se, infatti, nel comune e un po’ confusionario immaginario viene a segnalare l’idea opprimente dell’obbligo, dello sforzo o di un’altrettanto perniciosa sindrome salvifica, oggi sappiamo che vale la pena soffermarcisi con meno pregiudizi.
Archivio dell'autore: libreria
non dimenticare Nadezhda (e le compagne) – lettera dal carcere
Questo lunedì 23 settembre, inizio lo sciopero della fame. È un metodo estremo, ma sono assolutamente sicura che rimane l’unica soluzione nella situazione in cui mi trovo.
Cancellieri e Pussy Riot
di Laura Minguzzi
Gentile Guardasigilli dott.ssa Annamaria Cancellieri, mi rivolgo a Lei con una Preghiera per la libertà e non a caso cito il famoso titolo della canzone-performance che ha reso noto in tutto il mondo il gruppo femminista-punk russo delle Pussy Riot.
“Non riesco a rimanere indifferente”. Lettere di Lucia a Il fatto quotidiano.
di Lucia
Caro Direttore, le scrivo questa lettera perché so che nel suo giornale al quale sono abbonata date spazio alle persone normali come me, che hanno qualcosa da denunciare, ma che nessuno ascolta.
NABOKOV L’AMERICANO
La vicenda di Adam Krug, filosofo impolitico di grande fama che si ritrova ostaggio di una rozza dottrina egualitaria, detta «Ekwilism»
Vero/finto ma non falso
Vero/finto ma non falso. A che punto è il mestiere di chi racconta la realtà? La Comunità di Storia vivente ne discute con la storica Monica Martinat, che di questo scrive nel suo saggio Tra storia e fiction. Il racconto della realtà nel … >
Basta con la violenza e con quelli che ci campano sopra
Noi sulla questione della violenza contro le donne accettiamo notizie solo se vengono dalla Casa delle donne maltrattate. Ci sono troppe persone che si inventano queste cose solo perchè ci sono soldi e pubblicità. Noi lavoriamo seriamente e crediamo nel … >
I vent’anni de «La Città Felice»
di Pierangela Cannone
Grande festa ieri per “Città Felice”. Giunta al ventennale della sua fondazione, l’associazione di donne ha voluto ripercorrere a ritroso il proprio vissuto nel territorio catanese: nella cornice del palazzo Platamone, si sono susseguiti interventi artistici e musicali, visivi e poetici.
