Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli
Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate. Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. >
Archivio dell'autore: libreria
G. Bernabò e O. Dini, “Poesia che mi guardi”
La più ampia raccolta di poesie finora pubblicate e altri scritti, a cura di Graziella Bernabò e Onorina Dino.
La scrittura, le relazioni, la politica: come stare, da femminista, in Internet
Riflessioni per un intervento alla Scuola di scrittura pensante di Luisa Muraro
di Sara Gandini
Facciamo una scuola senza persone?
Gemma De Magistris
Su Milano City leggo che il preside di un liceo romano ha pensato di fornire agli studenti una tessera con chip per registrare presenze e ore di entrata e uscita. >
Poetesse
Viola Papetti
Non si può dire che la veste tipografica di questa antologia Corporea Il corpo nella poesia femminile contemporanea di lingua inglese, a cura di Loredana Magazzeni, Fiorenza Mormile, Brenda Porster, Anna Maria Robustelli, con l’indispensabile prefazione di Liliana Borghi >
“Poesia che mi guardi” di G. Bernabò e O. Dini
Antonella Cattorini Cattaneo
“Le mie parole sono le immagini , immagini per non sentirmi estranea, per darmi un motivo nel mondo. Leggo le parole dei poeti per capire il mio cuore e quello degli altri”.
Con questa frase di Antonia Pozzi, mentre scorrono immagini della Milano di oggi, si apre il film a lei dedicato dalla regista Marina Spada, ora in vendita abbinato ad un libro che comprende la più ampia raccolta di scritti di e su Antonia, finora pubblicati. >
Nella mente dello stalker: vivevo per ucciderla
Mottola Grazia Maria
«”Morta lei, starai bene”: le parole che sentivo nel sonno, come un altro me stesso che mi diceva quello che dovevo fare». E seguendo quella voce da incubo Angelo (nome di fantasia), 60 anni, magazziniere di Milano, si trova con un coltello in mano, lungo la strada diretta a casa dell’ ex fidanzata, deciso a eliminare lei, amata-odiata, «unica fonte del mio dolore».
La battaglia politica non più rinviabile è quella per la piena cittadinanza dei bambini immigrati nati e cresciuti in Italia. La programmazione di Imola e Vicenza – L’analisi
Luigi Berlinguer
Da anni tante amministrazioni di centrosinistra praticano politiche educative
di integrazione. Diritto fondamentale è garantire a tutti – non uno di meno –
l’accesso all’istruzione. Forse c’è un’astuzia di stampo leghista nell’idea del
tetto del 30% di alunni immigrati per singola classe e qualunque misura che
cerchi (subdolamente) di ghettizzare quei bimbi va combattuta: l’esito,
brutale, sarebbe una Rosarno sotto altra forma. >
