9 Gennaio 2008
l'Unità

La strana etica di chi assale la 194

Adele Cambria
La vita è un valore troppo grande per essere ancora rinchiusa nella gabbia della cultura patriarcale che continua a imporre il proprio autoritario paternalismo amministrando e strumentalizzando le paure che l’uomo e la donna hanno di fronte alle pulsioni della vita e alla finitezza della esistenza. Riteniamo distruttivo e opposto alla cultura della vita colpevolizzare le donne che vivono il dramma dell’aborto, definirle «assassine», accostare l’aborto stesso alla pena di morte, accusare la legge 194 di «genocidio» dei feti. >

9 Gennaio 2008
il manifesto

Grandangolo per l’epopea di una fotoreporter partigiana

Patrizia Dogliani

Gerta Pohorylle, in arte più conosciuta come Gerda Taro, giovane donna, fotografa antifascista, morta in Spagna, sul fronte di Brunete, a soli 27 anni, il 25 luglio 1937. Ma soprattutto, per i più, la compagna, la moglie, l’amante di Robert Capa. >

8 Gennaio 2008
il Manifesto

Mondanità dell’aborto

Ida Dominijanni
Quanto sia sacra la vita umana, ultimativa la decisione di metterne o non metterne una al mondo (e abissalmente diversa da quella di sopprimerne un’altra per punirla di un delitto), impegnativa la cura per inserirla nell’umano consorzio, sono verità che ciascuna donna del pianeta, in qualunque latitudine, sotto qualunque dio e qualsivoglia regime, conosce assai meglio di qualunque papa, qualunque principe e qualsivoglia consigliere di papa e di principe. Papi, principi, aspiranti principi e zelanti consiglieri lo sanno benissimo, come sanno benissimo che una legge può riconoscere questa sapienza femminile e il potere sulla vita che ne deriva, ma nessuna legge può revocarli. >

8 Gennaio 2008
il Manifesto

Esiste ancora in Italia l’aborto clandestino?

Eleonora Martini
Esiste ancora in Italia l’aborto clandestino? La risposta, inaspettata forse, è sì. Non si muore più, per fortuna, perché si ricorre più ai farmaci che alla chirurgia, e le mammane rimangono solo un brutto ricordo del mondo precivilizzato. >

4 Gennaio 2008
La Repubblica

La figlia che visse due volte

Nadia Fusini
A scuola abbiamo studiato la retorica e la dialettica, e dunque già di primo acchito di un titolo così, che ci affascina, riconosciamo l´ambivalenza. >

1 Gennaio 2008
Pedagogika

Dopo la solitudine. Pedagogia narrativa tra donne e uomini

Maria Piacente

Il testo affronta, attraverso la lettura della figura del Doppio con riferimento alla sua storia antica e mitica, il complesso divenire degli uomini e delle donne che insieme costruiscono relazioni amorose, amicali, sororali. Barbara Mapelli, sa tessere attraverso i racconti dei grandi della letteratura, e delle interpretazioni che ne dà la psicoanalisi, trame assai suggestive che, con pudore, disvelano il dolore e il sacrificio del Doppio: l’immagine del soggetto che si duplica e si rispecchia in se stesso, fuggendo le relazioni reali, come modalità soprattutto maschile.

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