di Stefania Falasca
«È possibile che l’uomo non abbia imparato niente? Ripete gli stessi errori, sempre gli stessi, è desolante, un dolore enorme per me che ho vissuto la guerra peggiore». Edith Bruck ha raccontato ancora una volta la sua storia di donna deportata e sopravvissuta alla guerra, al fumo acre della carne bruciata dei suoi fratelli, delle sue sorelle nei forni crematori, in quelle fosse comuni dove inesorabile si è inabissata l’umanità. >
Archivio dell'autore: Massimo Lizzi
La pace deve combattere la guerra prima che scoppi
di Luciana Castellina
Se i nostri governanti e i loro menestrelli, invece di mettersi l’elmetto e intonare inni patriottici per decantare i “valori occidentali” >
L’inconsulto bisogno di un nemico a Est
di Barbara Spinelli
Visto che nessun Paese della Nato o dell’Unione europea vuol entrare in guerra con la Russia, e rischiare uno scontro che implichi il ricorso – intenzionale o accidentale – all’Armageddon nucleare, logica vorrebbe che si tentassero tutte le vie per metter fine alla guerra scatenata dal Cremlino in Ucraina, e al massacro delle città ucraine. >
Silvia Avallone: «Il mio 8 marzo dedicato alla resistenza delle donne ucraine»
di Silvia Avallone
La scrittrice sulla guerra in Ucraina: «Tutte le donne del pianeta dimostrano con le loro parole e con le loro azioni che non deve prevalere per forza la logica della morte» >
Il nuovo scontro di civiltà
di Ida Dominijanni
All’alba del nono giorno di guerra l’attacco delle truppe russe alla centrale nucleare Zaporižžja rende meglio di qualunque altro dettaglio quale sia la posta della partita globale, biopolitica prima che geopolitica, che si sta giocando in Ucraina. >
Le città delle donne
di Emanuela Grigliè
Le città non sono neutre, anzi. Vengono plasmate per i bisogni di un cittadino tipo che però coincide quasi sempre con il maschio bianco eterosessuale di una certa età. >
Russia-Ucraina: i nostri politici e i loro giornalisti, chiamiamoli con il loro nome
di Paola MammaniHo provato un grande disagio nell’ascoltare le dichiarazioni di quasi tutti i politici nostrani, sull’aggressione di Putin all’Ucraina >
Censura degli artisti russi. L’irragionevole foga delle sanzioni morali
di Mattia Ferraresi
Vladimir Putin è felice di vederci diventare un po’ come lui. Autoritari, paranoici, allergici al dissenso, impermeabili ai pensieri complessi, incapaci di fare distinzioni che fino a qualche giorno fa sembravano elementari. >
