di Luisa Muraro
Desidero far risuonare anche nel sito della Libreria un importante consiglio della linguista Cecilia Robustelli >
Archivio dell'autore: Massimo Lizzi
Giò, che già ci manca: uno sguardo largo con le donne al centro
di Marina Così
iovanna Pezzuoli, intelligente entusiasta e colta, è mancata il 18 aprile. Si definiva “da sempre femminista (con ironia)”: anche questa sua leggerezza lascia a noi di GiULiA. >
Cristina Comencini. Sulla legge Zan a sinistra è l’ora che si apra un vero dibattito
di Antonella Mariani
La regista e scrittrice: inaccettabile criminalizzare chi, come me, ha dubbi sul testo. «Non sono d’accordo nell’accostare la tutela degli omosessuali e transessuali a quella di donne e disabili» >
Covid, Michela Murgia e la retorica della guerra
di Franca Fortunato
Sin dall’inizio della pandemia si è scelto il linguaggio bellico come metafora per narrare il contrasto alla diffusione del virus. I medici sono “in trincea” che “combattono a mani nude” una guerra contro un “nemico invisibile”, si è detto. >
«Ddl sull’omofobia da cambiare» – Zanella, esponente dei Verdi, si appella al Senato: ambiguità sul “genere”
di Antonella Mariani
S’apre ancora una crepa nel fronte trasversale che sostiene la “legge Zan”. >
Perché temo l’approvazione del ddl Zan nella sua forma attuale
di Francesca Izzo
Gentili senatori, vi scrivo per chiedervi, nella vostra qualità di membri rappresentativi dei partiti di centro sinistra in Commissione Giustizia del Senato, di prestare ascolto alle ragioni che portano me, femminista e da una vita nelle fila della sinistra, e con me molte altre donne, a temere l’approvazione della legge Zan nella sua forma attuale. >
Perché le femministe chiedono di stralciare l’identità di genere dal Ddl Zan
di Monica Ricci Sargentini
Il Ddl Zan va cambiato. A cominciare dalla definizione di identità di genere. A sostenerlo non sono la Lega, Fratelli d’Italia o altre formazioni conservatrici ma una folta schiera di organizzazioni femministe, tra cui RadFem Italia, SeNonOraQuandoLibere, Arcilesbica e Udi, che fanno parte di una rete gender critical globale, presente in 130 nazioni, basata sulla Declaration on Women’s Sex-Based Rights. >
Il caso della “e” neutra a Castelfranco, l’esperta: «Rispettare le donne con la lingua che c’è»
di Daniele Montanari
È giusto o no utilizzare la forma neutra della “schwa”, la cosiddetta “e rovesciata”, negli universali maschili per richiamo alla parità di genere? >
