Oriella Savoldi
Ricordo il commento di un operaio della Fiat sul momento in cui le donne varcarono per la prima volta l’ingresso della fabbrica. Suonava più o meno così: mi trovavo nella stessa fabbrica in cui entravo tutte le mattine da anni, eppure la mia sensazione era di essere in un altro mondo. Stupore e spaesamento di fronte ad un cambiamento radicale, quello della presenza femminile, che rompeva la consuetudine e cancellava la familiarità di quel luogo, tanto da farlo sentire come se fosse in un altro mondo. >
