Abbiamo conosciuto Romilda Saggini, storica savonese specializzata in Paleografia
Approfondimenti
Nella scuola senza maestri “Qui ognuno impara da sé”
di Ursula Eichenberger
Una bimba di nove anni ha chiesto alla direttrice : «Rosie, mi presti le tue chiavi?». Con le sue amiche voleva andare a scuola anche nel fine settimana. Accade a Villa Monte, scuola privata che si ispira a Maria Montessori e Rebeca Wild nel Canton Svitto
Se in libreria salta il tappo. ..le storie delle donne alla prova della storia vivente.
di Gabriella Freccero
Ci sembrava opportuno presentare la pratica della storia vivente a Savona, poiché siamo in relazione fin dagli inizi con Marirì Martinengo che ne è l’inventrice, e perché Giovanna che fa parte delle Eredi è anche componente della Comunità di Storia Vivente di Milano.
Katja Samutzevic ci scrive a proposito delle Pussy
Care tutte mi ha risposto Katja Samutzevic, a cui avevo chiesto una sua lettura degli ultimi fatti e delle ultime dichiarazioni di Nadja e Mascia, apparse sulla stampa. Non sono buone notizie… Mi sono rattristata!!
Tra storia e fiction. Il racconto della realtà nel mondo contemporaneo. Et al./edizioni, 2012 (Incontro al Circolo della rosa, 9 novembre 2013)
Incontro con Monica Martinat – Circolo della rosa, 9 novembre 2013 a cura della Comunità di storia vivente (Martinengo, Minguzzi, Santini, Tavernini).
Fuori dalla Cgil, l’importanza della “prima volta”
di Franca Peroni
È la prima volta nella storia che due dirigenti nazionali della Cgil lasciano l’organizzazione per “andare a sinistra”, scegliendo il maggiore dei sindacati di base per proseguire una militanza che dura da una vita.
Ma questi sono tempi pieni di “prime volte”.
Finché avrò voce: Intervista a Malalai Joya
Il numero di attentati subiti da Malalai Joya riportato dai media è molto spesso impreciso – la cifra esatta infatti è sette, non sei; senza considerare poi che questo numero si riferisce solo ai tentativi scoperti.
“Spezie…”
di Alessia Fortunato
Tirarmi fuori da sotto le lenzuola, certe mattine, diventa quasi impossibile. Il fiato corto e una sensazione di gelo nello stomaco m’impediscono anche soltanto di tirarmi su a sedere. Penso all’acqua fredda e salata che mi riempiva la bocca e il naso impedendomi di respirare, che mi investiva a ritmo regolare senza darmi tregua.
