Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli
Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate. Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. E’ proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. >
Approfondimenti
La scrittura, le relazioni, la politica: come stare, da femminista, in Internet
Riflessioni per un intervento alla Scuola di scrittura pensante di Luisa Muraro
di Sara Gandini
Facciamo una scuola senza persone?
Gemma De Magistris
Su Milano City leggo che il preside di un liceo romano ha pensato di fornire agli studenti una tessera con chip per registrare presenze e ore di entrata e uscita. >
Nella mente dello stalker: vivevo per ucciderla
Mottola Grazia Maria
«”Morta lei, starai bene”: le parole che sentivo nel sonno, come un altro me stesso che mi diceva quello che dovevo fare». E seguendo quella voce da incubo Angelo (nome di fantasia), 60 anni, magazziniere di Milano, si trova con un coltello in mano, lungo la strada diretta a casa dell’ ex fidanzata, deciso a eliminare lei, amata-odiata, «unica fonte del mio dolore».
La battaglia politica non più rinviabile è quella per la piena cittadinanza dei bambini immigrati nati e cresciuti in Italia. La programmazione di Imola e Vicenza – L’analisi
Luigi Berlinguer
Da anni tante amministrazioni di centrosinistra praticano politiche educative
di integrazione. Diritto fondamentale è garantire a tutti – non uno di meno –
l’accesso all’istruzione. Forse c’è un’astuzia di stampo leghista nell’idea del
tetto del 30% di alunni immigrati per singola classe e qualunque misura che
cerchi (subdolamente) di ghettizzare quei bimbi va combattuta: l’esito,
brutale, sarebbe una Rosarno sotto altra forma. >
La maestra elementare: l’ integrazione? Sì, con mille difficoltà
Simona De Santis
ROMA – La maestra Anna Maria Curreli, 43 anni, conosce bene i suoi bambini. Li capisce dallo sguardo. Nella sua classe, su 21 alunni 9 – il 42% – sono stranieri. «Sono la loro insegnante dalla prima elementare – spiega – ora siamo in terza: facciamo un grande lavoro con le colleghe, affinché nessuno dei bambini rimanga indietro con il programma». >
Il ritorno dell’autorità tra i banchi di scuola
Vita Cosentino
Da Parigi arriva la notizia che nelle scuole verranno avviati “corsi d’autorità”, rivolti a chi insegna, per stabilire insieme il comportamento da tenere in classe. >
Una firma per Renata Puleo e Simonetta Salacone
Annalisa
Anche questo si aggiunge a un clima inquietante di compressione della libertà nel nostro Paese.
Una compressione che non riguarda solo l’informazione, ma anche l’istruzione, insomma tutti i canali che influiscono sulla formazione delle opinioni e del pensiero. >
