1 Dicembre 2005

194 e dintorni

Oriella Savoldi, della Segreteria Flai Cgil Lombardia

E’ viva in me l’indignazione per l’iscrizione nella legislazione italiana e precisamente nella L.40, legge sulla procreazione assistita, della soggettività giuridica dell’embrione: prioritaria rispetto alla stessa soggettività giuridica riconosciuta a una donna, fortemente alimentata in questi tempi nel dibattito politico e nella campagna di colpevolizzazione dell’aborto, che, a partire dal potere ecclesiastico, dai livelli istituzionali e dai mass-media, mette le donne sul banco degli imputati. >

30 Novembre 2005

Qualche idea da discutere: e il diritto alla privacy?

Maria Grazia Campari
Carissime,
rispondo dopo l’assemblea alla Camera del Lavoro di ieri sera, raccogliendo anche l’invito di Assunta Sarlo ad essere propositive Sulla questione privacy in relazione al lavoro che il progetto di legge del Forum delle Famiglie (o Movimento per la vita) propone nei consultori “al servizio della vita” vi è da tenere presente il provvedimento 11 novembre 2005 del Garante per la protezione dei dati personali relativamente alle strutture sanitarie. >

29 Novembre 2005
la Repubblica

Dentro il corpo di tutte le donne

Luce Irigaray
Chi può decidere, se non la donna stessa, se sia in grado o meno di ospitare un altro dentro di sé? Imporre l´ospitalità a chi non la desidera, o a chi non si sente di offrirla, equivale a fare violenza. Chiamiamo questa violenza “occupazione” quando siamo costretti a tollerare nel nostro paese, nella nostra città, perfino nella nostra casa persone che non sono state invitate a venire ad abitare con noi. Fino a ora, non avevamo immaginato una parola che designasse ciò che prova una donna che scopre di avere in sé un ospite che non ha invitato, per di più un ospite con cui deve condividere non solo uno spazio esterno, ma il proprio corpo, il proprio sangue. >

27 Novembre 2005
Liberazione

I troppi silenzi dietro l’aborto

Lea Melandri
Dell’aborto e delle questioni legate alla maternità – legge 194, pillola abortiva, consultori e movimento per la vita, adozione degli embrioni – parlano oggi all’impazzata le massime autorità della Chiesa, dello Stato, della medicina, della giurisprudenza, della cultura e dell’informazione. Tacciono le dirette interessate, le donne che si sono già trovate o che potrebbero trovarsi nella condizione di dover rinunciare a una maternità e quelle che, pur non avendo mai abortito o non avendo più questo problema, ritengono comunque di dover sostenere la scelta delle proprie simili. >

23 Novembre 2005
il Foglio

Guia e l’aborto (un problema che non riguarda coloro che ne parlano)

Guia Soncini
Il bello è che non ne parla mai chi sa di che cosa si stia parlando. Ne discettano tutti da studiosi, col loro bravo riflesso pavloviano “l’aborto-è-un-dramma”. L’altra sera, a Matrix, l’aborto era un dramma per tutti i dibattenti. Detto da chi difendeva la 194, faceva un po’ tenerezza: una legge che è come un parente un po’ scemo, da difendere pur vergognandosene. A un certo punto è comparsa una signora e ha detto che è inutile continuare a parlare di contraccezione, nei paesi ad alto tasso di contraccezione le donne abortiscono come altrove. Ottimo. Quindi la contraccezione non serve, l’aborto è una tragedia dell’umanità, riproducetevi come coniglie e andate in pace. >

23 Novembre 2005
il manifesto

Prestigiacomo contro Storace

Carla Casalini

«La legge 194 è una conquista di civiltà». Su aborto, pillola, «volontari» la destra ribolle
No ai «volontari» Forza Italia nel pieno dello scontro sui «volontari» del Movimento per la vita nei consultori. L’Udc accusa la sinistra e Prestigiacomo di «mistificazioni» >

22 Novembre 2005
il manaifesto

Pubblici legami d’amore e d’amicizia

Chiara Zamboni
“Quelli come noi che son venuti su un po’ strani” cantava Claudio Lolli in un disco che ho amato molto. E per questa stranezza, per questo senso di inquietudine, di essere sempre leggermente fuori posto, e per la scommessa che di questa stranezza si potesse fare una invenzione politica, non da sola, ovviamente, ma nell’agire con altre e con altri, è passata una parte della mia vita. >