di Mira Furlani
Sulla scrittura delle donne in passato si è registrata una cancellazione che ha impedito di annoverarla nella cultura canonica, nascondendo così alle successive generazioni la creatività sorgiva di tanti testi femminili. Ma, afferma Luisa Muraro, l’inganno numero uno è un altro >
Letture
Avventure letterarie e politiche sessuate
Tra le domande ricorrenti alle donne che scrivono (come scrivi?, perché scrivi?) ce n’é una particolarmente fastidiosa: esiste una scrittura «femminile» diversa da quella «maschile»? Il fastidio – scrive Maria Rosa Cutrufelli nelle prime pagine del suo ultimo libro Scrivere con l’inchiostro bianco (Iacobelli editore, pp. 161, euro 13) – è dovuto anzitutto al fatto che viene rivolta esclusivamente alle scrittrici: «come se la differenza sessuale fosse una faccenda di donne, dato che quella maschile non è una differenza: è la norma». >
Gerda Taro, una vita ritrovata
di Arianna Di Genova
Un’intervista del 6/9/2017 con la scrittrice Helena Janeczek, che presentava il suo romanzo «La ragazza con la Leica», pubblicato da Guanda, allora appena uscito, oggi vincitore del premio Strega 2018. >
Un nuovo capolavoro del pensiero femminista: Stupro a pagamento di Rachel Moran
di Luisa Muraro
La storia del femminismo si racconta spesso per ondate. Io sono vecchia e ho perso il conto, per cui preferisco raccontarla per titoli, quelli dei grandi libri del femminismo. Il loro successo non era moda, infatti non passano, avanzano con noi, talvolta ci precedono. E ci fanno attraversare i confini e le generazioni, creando genealogie che durano. >
Voci giovani dall’Italia e dal mondo – CONSIGLI PER L’ESTATE
Consigli di lettura di Rosaria Guacci e Liliana Rampello >
Per amore del mondo
Numero 15 – La lingua delle donne taglia e cuce
Il diavolo affila la lingua delle donne. Uno dei motivi più presenti nelle “Panjske končnice”, arnie per le api decorate con scene popolari, diffuse in Slovenia. >
Alice Sebold, la fortuna capovolta
di Alessandra Pigliaru
Tempi presenti. Conosciuta e amata da milioni di lettori grazie al suo «Amabili resti», un incontro con la scrittrice statunitense a partire dal memoir «Lucky» in cui racconta il suo stupro del 1981 >
Storia, immaginazione, genealogie: Natalie Zemon Davis e tante altre
di Anna Paola Moretti
Qualche tempo fa, in occasione della presentazione del libro Leda. La memoria che resta, col quale nonostante la scarsità delle tracce documentali avevo ricostruito la vita della diciottenne partigiana fanese Leda Antinori, Barbara Montesi, una giovane storica dell’Università di Urbino, aveva accostato quel lavoro alle modalità di ricerca utilizzate da Natalie Zemon Davies, suscitando la mia curiosità. >
