di Rosetta Stella
Una lettera immaginaria ad Alice Ceresa a proposito dell’anima e di Dio >
Dalla stampa
Imparare da Colonia
di Giordana Masotto
A Colonia, nella notte di San Silvestro, si è acceso un riflettore. >
Dopo Lea il coraggio di Felicia
di Franca Fortunato
Chi era Felicia Bartolotta Impastato? Lo racconta lei stessa in un’intervista del 1986 ad Anna Puglisi e Umberto Santino del Centro Peppino Impastato di Palermo. >
Il destino obliquo di venire al mondo
di Alessandra Pigliaru
Si intitola L’anima del corpo. Contro l’utero in affitto (La Scuola, pp. 86, euro 8,50) ed è un piccolo e ragionato pamphlet pubblicato di recente da Luisa Muraro. >
Notti in piedi a Parigi e ad Atene per la rivoluzione del sapere
di Paul B. Preciado
Voi passate la notte in piedi in place de la République e io passo la notte con voi, in piedi, ad Atene. Il giorno finisce un’ora prima qui, e il cielo si tinge di rosso dietro il Partenone, come l’immagine di un salvaschermo che poi sfuma a Parigi. La rivoluzione (la vostra, la nostra) impone sempre di svegliarsi nel cuore della notte: bisogna attivare la coscienza proprio quando questa dovrebbe spegnersi. La rivoluzione (la vostra, la nostra) è sempre un divenire trans: occorre mobilitare uno stato di cose esistenti per condurle fino a uno stato altro, che solo il desiderio conosce. >
Filmare il femminismo
di Sandra Lischi
Woman Studies. All’università di Sassari il Forum annuale delle studiose di cinema e audiovisivo produce il primo volume: “Filmare il femminismo” di Lucia Cardone e Sara Filippelli >
Le donne e La città della cura
di Pinella Leocata
«Nel lavoro di cura esistono prassi, modalità e competenze che hanno la dignità di un paradigma e che offrono un differente punto di vista sul mondo e un diverso modello di governo della cosa pubblica». >
Senza perdere la tenerezza. Lo sguardo di Letizia Battaglia
di Monica Di Brigida e Simona Maggiorelli
«Ce la fai con questa luce? Puoi fotografare quello che vuoi, essendo io fotografa non impedirò mai a nessuno di fotografare», dice Letizia Battaglia seduta in penombra a un tavolino del Caffè di Villa Medici. «Non mi vorrai mica darmi del voi come al tempo dei fascisti? Dammi del tu. Lo sai, vero, che abbiamo poco tempo? >
