16 maggio, nel primo anniversario della diagnosi di una malattia invalidante, la protagonista di questo doloroso mémoir racconta la vita che si apre dopo quella normale di sempre. Ricoverata con una diagnosi di paraplegia incompleta, affronta lo sforzo fisico e mentale della riabilitazione, il percorso per imparare da capo, da adulta, azioni abituali, il vestirsi, il lavarsi, l’essere autonomi.
Dalla stampa
Femministe non “pentite”
di Laurie Penny
Che ci sarà mai di tanto spaventoso nella parola “femminismo”? Negli ultimi mesi, mentre giravo per il mondo tenendo conferenze contro il capitalismo e a favore dei diritti delle donne, ho sentito gli stessi discorsi tante volte. Uomini che mi dicevano: “Non sono femminista, sono per la parità”.
Contro gli stereotipi maschili: uomini, stand up!
di Simone Perotti
Qui, lo ammetto, mi sono fermato. Esisteranno senza dubbio giornali maschili diversi… Chissà.
Non mi sono stupito, non vivo nel paese delle meraviglie. Però sono un po’ stufo. E non tanto che nei giornali maschili si persegua questo stereotipo di uomo vincente, muscoloso, più o meno analfabeta, parlando al quale occorre rallentare la frase per farsi seguire. Molti giornali femminili inseguono un’immagine simile e rovesciata delle donne.
Corpo a corpo col male oscuro
Una donna in lotta con la malattia nel nuovo libro di Vita Cosentino
La guerra che non è mai finita
Tutto lasciava presagire l’arrivo della catastrofe. La partenza degli osservatori Onu, l’abbandono di molti giornalisti su pressione delle ambasciate occidentali o per i timori causati dal paventato uso di armi chimiche da parte di Saddam (e invece sarebbero stati gli americani a usare il fosforo bianco contro la popolazione di Falluja).
Tra l’autorità e il potere…
di Luisa Muraro
Non occorre essere cattolici per ammirare quei signori vestiti di rosso che recentemente a Roma hanno eletto il papa. Conoscono il potere e molti di loro lo amano, ma quando viene il momento sanno che l’autorità vale di più: si sono confrontati tra loro ma non hanno eletto il più competitivo, hanno preferito uno che sapeva perdere e gli hanno dato l’autorità necessaria.
La prova del patibolo
di Gian Antonio Stella
Marie Gouze scrisse La dichiarazione dei diritti della donna e finì sulla ghigliottina del terrore accusata di “non stare al proprio posto”. Le parlamentari di oggi le devono molto.
Il femminismo non è un jolly da usare quando fa comodo
di Lia Cigarini e Giordana Masotto
Non ci fa piacere veder ciancicare la parola femminismo. Questa è l’impressione che ci ha fatto l’infelice intervento di Valeria Fedeli, giustamente criticato da Lea Melandri. Nutriamo il massimo rispetto per le biografie personali di donne che hanno passione politica e si mettono in gioco. Ma, proprio per questo, ci pare imprescindibile, in questa fase delicata e ricca di trasformazioni, non sottrarsi a un confronto serrato.
