di Marco Ventura
Un giorno, nella Parigi di fine anni Settanta, Nilüfer Göle fu invitata a ritrovarsi con un gruppo di femministe nel bagno turco della moschea della capitale francese. La giovane, allieva del sociologo Alain Touraine, scoprì che per quelle donne l’hammam era uno spazio privilegiato, in quanto esclusivamente femminile, per coltivare la «sorellanza» e costruire l’emancipazione.
