di Lucrezia Ercolani
Parla la regista israeliana, a DocLisboa con il film «Tzipora and Rachel Are Not Dead»: «Siamo diventati ciò che più avversavamo. Non firmerò mai la clausola per il cinema “leale” allo Stato israeliano. Il festival ha rifiutato il patrocinio e vista la situazione ne sono felice» >
Punto di vista
La donna che saluta il suo carceriere con shalom (pace)
di Franca Fortunato
Ci sono gesti, di cui sono capaci più donne che uomini, che hanno la forza di stravolgere la realtà, indicare la strada giusta e illuminare la speranza davanti alla catastrofe. >
Anche oggi sputerò su Hegel
di Annalena Benini
Cinquant’anni dopo Carla Lonzi, grazie a lei e alle altre, possiamo non sentirci più oppresse. Ma non è finita lì. >
Sono “uomo”, ma solo per scarsezza di altre parole
di Stefano Sarfati
Collegato al discorso sull’autocoscienza c’è quello sul simbolico, come ha riferito Lia Cigarini anche nell’ultima redazione allargata di Via Dogana Tre… >
E vissero insieme felici e contente
di Anita Chaudhuri
A Londra un’esperienza di cohousing riservata a donne di più di cinquant’anni si rivela un modello di vita alternativo che ha molti aspetti positivi >
Aiutiamo Israele a uscire dal brutto vicolo cieco
di Gad Lerner
Si può aiutare Israele a sfuggire al vicolo cieco in cui sta cacciandosi, nell’illusione di poter sopravvivere solo grazie alla sua forza militare? Oggi la società israeliana è angosciata dalla sensazione che il mondo non comprenda il trauma vissuto a partire dal 7 ottobre. E questa incomprensione rischia di produrre conseguenze catastrofiche. >
Sotto tregua Gaza
di Maria Nadotti
Sotto tregua Gaza. 2009-1956 (Italia 2009, 33m), cortometraggio >
Parla per te
di Vita Cosentino
L’intento di questo numero di Via Dogana3 è rimettere in circolo la parola autocoscienza, riprendendo dagli scritti di Carla Lonzi elementi che approfondiscano per l’oggi il suo significato e la sua pratica. >
