di Donatella Borghesi
E ora che l’Enciclopedia Treccani sceglie “femminicidio” come parola dell’anno appena finito, ora che il film di Paola Cortellesi è tra i più visti nella storia del cinema italiano, ora che la consapevolezza femminile della propria forza propositiva comincia a essere coscienza condivisa, ora che dopo l’emozione seguita alla morte di Giulia Cecchettin gli uomini hanno cominciato a interrogarsi sulla cultura patriarcale o post-patriarcale che dir si voglia, qual è lo stato delle cose del rapporto tra i sessi? >
Punto di vista
La rete al femminile riesce a fare il salto di casta
di Maria Elena Viggiano
Dopo la perdita improvvisa del marito, Umabathi viveva con i tre figli nel villaggio di Manuvakottai, nel cuore del Tamil Nadu in India. Apparteneva alla casta degli intoccabili (dalit) e non riusciva a mantenerli. >
Femminicidio: un nome nuovo per un orrendo crimine millenario
di Annarosa Buttarelli
Circola da qualche tempo un appello che richiede firme a sostegno della denuncia di “femminicidio di massa” avvenuto il 7 ottobre scorso ad opera di Hamas, in Israele >
Femminicidi, adesso diamo visibilità alla mobilitazione culturale dei maschi
di Stefano Ciccone
È trascorso più di un mese dal funerale di Giulia Cecchettin. In quell’occasione le parole del padre Gino e la presenza di migliaia di persone hanno segnato un cambiamento nella percezione pubblica della violenza maschile contro le donne. Nel frattempo, altre donne sono state uccise dal marito o dall’ex compagno, altre ferite gravemente, sfigurate, minacciate. >
Intervento di Antonella Nappi alla conferenza “Corpi di pace”
di Antonella Nappi e Alfonso Navarra
L’evento si è svolto a Roma, il 10 gennaio 2024, presso il CESV di via Liberiana 17, dalle ore 11.00 alle ore 13.00, in contemporanea con il voto delle mozioni parlamentari, sulle comunicazioni del ministro Crosetto, che hanno dato indirizzo al governo per continuare a portare avanti gli aiuti militari all’Ucraina in guerra >
Alla Corte dell’Aja l’umanità è al bivio
di Roberta De Monticelli
Israele a processo davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. E la pronunzia di quel nome terribile che squarcia tutti i tabù e gli interdetti, genocidio, suscitando raffiche di riprovazioni e negazioni sparate dai politici, israeliani e no. >
Un trauma lungo trent’anni
di Francesca Coin
Dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin, più di ottanta scrittrici e giornaliste italiane hanno lanciato una campagna per tenere alta l’attenzione sulla violenza di genere. >
Per un pugno di uomini
di Giulia Caminito
Quando ero in quinta elementare nella nostra classe c’era un bambino di nome P. >
