di Marirì Martinengo
Queste riflessioni sono in sintonia con la nostra pratica di storia vivente e ne dicono alcuni aspetti.
Approfondimenti
Per i morti a Kabul le bandiere della pace
Le donne e gli uomini della rete delle Città Vicine esprimono la loro sofferenza dinnanzi alla morte dei sei militari italiani avvenuta a Kabul, ennesimo scempio di giovani vite di uomini, prevalentemente del Sud, che spesso scelgono la carriera militare per sfuggire alla disoccupazione e all’insignificanza del senso del maschile in questo preciso momento storico. >
Ripensare l’identità mascilke: fragilità e debolezza degli uomini
Massimo M. Greco
Converrebbe anche ai maschi cominciare a mettere in discussione la propria identità. Alcuni hanno cominciato a farlo, sull’esempio delle femministe, mediante l’autocoscienza di gruppo e l’approccio autobiografico. >
La rabbia si trasformò in pena
Lucia Muraro
Sono Lucia Muraro, vivo in un paese del Veneto e sono vicina agli ottanta anni.
Ecco il racconto di quel giorno fatto alla mia cara sorella Luisa. >
Donne che ci stanno. Dialogo tra due viaggiatori
Fernando Lelario
Tornavo da Bologna in treno e ad un certo punto del viaggio ci siamo trovati di fronte io e un giovane. Mi ero dedicato alle mie letture evitando di partecipare al chiacchiericcio banale intorno a me. >
Pistola d’artista, il colpo di realtà
Elena Del Drago
“Autosabotage”, tre spari alla tempia intervallati dalla lettura di un testo. Tania Bruguera rilancia la sua provocazione di una ricerca politica annunciando il progetto di fondare un partito. “Mi interessa creare opere che abbiano un valore al di là del solo ambito estetico. In questo caso volevo racchiudere in un’azione il mio pensiero, ho pensato alla roulette russa” >
Proviamo a immaginare un progetto al femminile per la scuola calabrese
Vito Teti
Cara professoressa Fortunato, ho letto anch’io con grande interesse il suo intervento (apparso giovedì su “Il Quotidiano”) sugli esami di maturità, nel quale interagisce con quanto avevo scritto su questo giornale il 25.06.2009 e di questo la ringrazio. >
Butto lì una proposta
di Laura Modini
2009, marzo, martedì ore 23.
Sono stata al cinema con delle amiche e faccio ritorno a casa.
Parcheggio la macchina davanti al portone perché ho il posto riservato per invalidi. Spengo il motore, raccolgo lo zaino e con la solita fatica di sempre esco dalla macchina. >
