2 Settembre 2007

Le signore in rosa che assediano Bush

Sono anti-Bush, anti-guerra e poco indulgenti con i democratici che fanno il gioco dei repubblicani. Sono avvocate, pr, consulenti finanziarie, agiate e di sinistra. Sono le “codepink”, il movimento delle donne in rosa che sta scuotendo i palazzi di Washington. Appuntamento il 17 settembre a Capitol Hill Irene Alison – Washington

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1 Luglio 2007

Mail di Antonella Cunico a Silvia Marastoni: una delle donne del movimento NO dal Molin, dopo l’incontro al Circolo della Rosa del 6 luglio 2007, ci scrive dagli USA…

Cara Silvia,
sono a Charlotte, in North Carolina, ospite di mia sorella che vive qui da alcuni anni.
Ho ripensato al nostro bell’incontro a Milano, desidero ringraziarti ancora per l’accoglienza e per l’opportunità che ci avete dato. Mi piacerebbe avere la registrazione degli interventi, Luisa Muraro ci ha valorizzate molto, le sue parole e
le vostre ci hanno incoraggiate. >

30 Giugno 2007

4 luglio: festa dell’Indipendenza dalle servitù militari

Presidio Permanente

Il 4 luglio festeggeremo, per la prima volta, l’indipendenza della nostra terra dalle servitù militari; lo faremo in anticipo, perché siamo convinti di vincere la lotta in difesa del nostro futuro, della nostra salute, della nostra sicurezza. >

4 Giugno 2007
la Repubblica

La casalinga che sfidò il premier “E io che l’avevo pure votato”

La signora dai capelli rossi è Cinzia Bottene, una tranquilla casalinga moglie di un dirigente d´azienda, che fino all´anno scorso si dedicava a tirar su i figli, e adesso tiene testa al ministro Parisi in tv o sale sul palco a Trento a cantarle a Prodi: >

1 Giugno 2007

La pazza: Cindy Sheehan

Doriana Goracci Avevo conosciuto Cindy Sheehan con internet, era arrivato il suo messaggio di dolore e di rabbia con la velocità della rete. Ne ero stata trafitta come tante nel mondo. Anch’io sono contro la guerra, totalmente.

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1 Giugno 2007

Manifesto delle donne del Molin

del Gruppo Donne del Presidio Da un anno camminiamo insieme e in questo percorso comune siamo cambiate. Si è modificata la scansione del tempo quotidiano, siamo uscite dalle case e dai luoghi di lavoro e abbiamo cominciato a mobilitarci per difendere il nostro territorio, minacciato dal progetto di costruzione di un’altra base di guerra.

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