di Paolo Lambruschi
Torna dal remoto passato coloniale una storia di brutalità e oppressione che l’Italia ha dimenticato, seppellendola nell’oblio da 75 anni, anche edulcorandola con la menzogna. >
Letture
Il tempo della rivolta di Donatella Di Cesare
di Antonietta Lelario
Ho letto questo saggio come un romanzo grazie all’appassionato amore per la libertà di Donatella Di Cesare, che traspare da ogni pagina, ma anche perché lì ho trovato ciò che in fondo si cerca nei romanzi: capire la realtà in cui siamo immessi, orientarci meglio nel nostro tempo. >
Perché leggere Fran Lebowitz, l’ultima anticonformista
di Davide Piacenza
“Se sentite l’urgenza cocente di scrivere o dipingere, limitatevi semplicemente a mangiare qualcosa di dolce: vedrete che la sensazione svanirà. La storia della vostra vita non è materiale per un buon libro. Non ci provate nemmeno”. >
Piera Oppezzo e lo sprazzo della poesia
di Eleonora Negrisoli
«Ma io ero pietra, / ero gelo o fiamma, / febbre o abbandono, / ma non ero ancora…». A scrivere è Piera Oppezzo: donna algida e silenziosa, decisa e solitaria, poeta sconosciuta ai più, si è mossa nei sentieri della poesia lasciando dietro di sé poche, ma indelebili, tracce. >
Greta Thunberg e le altre attiviste, «Green girls» in difesa del pianeta
di Serena Tarabini
Nel 2015 tutti i paesi che appartengono alle Nazioni Unite hanno sottoscritto l’Agenda 2030, una linea guida per i governi, le istituzioni, le aziende, le scuole e per tutte le cittadine e i cittadini del mondo. >
Una mera questione immobiliare (dice qualcuno)
di Paola Caridi
Se invece volete saperne di più delle cosiddette “mere questioni immobiliari” a Gerusalemme, vi consiglio un libro per ragazzi, Gerusalemme. >
Laura Conti, lo sguardo politico sul mondo
di Alessandra Pigliaru
A proposito di due recenti pubblicazioni, un romanzo della ecologista e un libro su di lei, editi da Fandango. «Una lepre dalla faccia di bambina», opera di narrativa del 1978 sul disastro di Seveso con la voce dei ragazzi >
Elena Pulcini, cura e giustizia
di Nicole Janigro
«La pandemia ci ha fermati, un fermarsi che può dimostrarsi produttivo e fecondo. La pandemia è un effetto della crisi ecologica, ci invoca in questo agire dissennato e predatorio, in questa hýbris onnipotente, e ci riconsegna alla necessità del limite». >
