di Maria Concetta Sala
Si può giungere al racconto della propria vita quotidiana sotto la spinta di un’inquietudine oppure perché lo impone un’ispirazione che detta dentro
Letture
Jane Austen o l’arte dell’ironia (per pensare e salvarsi in tempi di patriarcato trionfante)
di Clotilde Bertoni
La riproposta di Mansfield Park,in una nuova traduzione di Luca Lamberti per Einaudi, riporta alla attualità l’opera della scrittrice inglese, che resiste alle traslazioni nel kitsch della mastodontica fanfiction a lei ispirata
Clarice Lispector, Le passioni e i legami, Feltrinelli 2013
recensione di Luisa Muraro
Era nata nel 1920 da genitori ebrei ucraini in fuga verso l’America attraverso un’Europa che si stava riprendendo dalla follia della Grande guerra e non sapeva di andare incontro a peggiori tragedie, ma sulla strada dei fuggiaschi un mostro era già appostato, l’antisemitismo.
Consigli per l’estate 2013 di libraie e lettrici della Libreria delle donne di Milano
L’estate è tempo di romanzi, ma forse anche di saggi di più lenta lettura. Consiglio allora due libri che ho seguito da vicino, C’è una bella differenza, il dialogo fra Luisa Cavaliere e Lia Cigarini che apre a molte riflessioni politiche e permette qualche interrogativo concreto sull’oggi (10 euro).
Gnanca na busia
Care amiche,
perdonatemi se scelgo voi due per condividere l’emozione che ho provato nel vedere segnalato sul sito La nostra vetrina il libro di Clelia Marchi, ora pubblicato da Il Saggiatore, col titolo Il tuo nome sulla neve – Gnanca na busia.
Autorità, Luisa Muraro
di Ilaria Durigon
Più che una definizione dell’autorità, ciò che si troverà nel nuovo libro di Luisa Muraro (Autorità, Rosenberg & Sellier 2013) è una spinta a interrogarsi su di essa.
“Ma l’umanità ha bisogno di infinite carezze”- intervista Luce Irigaray
Un pamphlet della filosofa elogia il “toccare”
“Dobbiamo restituire all’altro la nostra pelle,
fino a raggiungere un’intima comunione”…
Torna la visionaria amata da Manganelli
“La morte del padre”, il romanzo di esordio nel ’78 di Alice Ceresa.
Una famiglia borghese è alle prese con qualcosa d’ingestibile come la sepoltura di un patriarca. Quattro gli attori, madre, figlio, figlia maggiore e figlia minore (il personaggio autobiografico dell’autrice). Sette le sezioni, che esaminano il modo in cui ciascuno di loro vive la scomparsa del capofamiglia. Così, nell’introdurre La morte del padre di Alice Ceresa (et al./edizioni), Patrizia Zappa Mulas descrive la “radiografia poetica” di un funerale degno delle figure maciullate di Bacon.
