di Biblioteca delle donne e Centro di consulenza legale UdiPalermo
È sempre sul corpo – e la libertà – delle donne che un patriarcato sempre più in crisi, ma sempre pericolosamente e scompostamente pronto a colpire, cerca ancora di esercitare il suo controllo, con la legge e col discorso. >
Dalla rete
ll no all’aborto vendetta maschile?
di Letizia Paolozzi
Un pezzo del femminismo ha sempre evitato di parlare di “diritto all’aborto”. Non lo convinceva l’intromissione dello stato nel campo della sessualità, del volere o non volere diventare madre. >
Omaggio a Carla Lonzi
«L’uomo ha creato le condizioni culturali per le quali la donna ricorre all’aborto come a una soluzione collegata alla propria natura riproduttiva. In realtà la donna, se ha questa possibilità inerente ai meccanismi biologici della sua specie, gode di una sessualità esterna alla vagina, dunque tale da poter essere affermata senza rischiare il concepimento. >
Questione trans: cambio di vento tra i progressisti
di Marina Terragni
Michele Serra è un amico e apprezzo molto che si sia assunto la responsabilità di rompere il silenzio da sinistra – finalmente – sull’insopportabile ingiustizia dei corpi maschili negli sport femminili >
Ricordando Patrizia Cavalli
di Francesca Traìna
Ho conosciuto Patrizia Cavalli negli anni novanta a Palermo. Un’amica comune me l’aveva presentata. Una sera andammo ai Cantieri Culturali per assistere ad un monologo di Piera degli Esposti. >
Fermiamo le stragi di donne
di Venezia Manifesta
Una donna uccisa quasi ogni giorno. Proviamo però a esaminare il fenomeno sotto un’altra angolatura, che è quella giusta: quasi ogni giorno un uomo uccide una donna. >
Pomeriggio di bellezza a Catania: gli auspici per la città
di Angela Strano
Un incontro volto all’arricchimento e alla condivisione. Un’occasione per trascorrere momenti assieme e trattare temi importanti e contingenti. >
La guerra in Ucraina: c’è chi dice no
di redazione
Mentre la guerra continua con il suo carico di morti, feriti e profughi, il mondo è percorso da inni alla guerra, più o meno espliciti e più o meno accompagnati da parole di circostanza sulla necessità che “un giorno” si arrivi alla pace. >
