di Valeria Parrella >
Punto di vista
Volgere lo sguardo su se stessi
di Umberto Varischio
Quasi tutti i mezzi d’informazione di oggi, 5 febbraio, si occupano della vicenda dello stupro della tredicenne a Catania. >
Il femminismo deve fare i conti con l’odio
di Irene Doda
Passato il picco di interesse mediatico verso il femminicidio di Giulia Cecchettin, passata l’ondata di rabbia e la manifestazione di piazza, le accuse assurde di satanismo alla sorella Elena, restiamo, ancora una volta, noi. Noi, che un corpo femminile – o femminilizzato – lo abitiamo tutti i giorni. I femminicidi sono proseguiti, così come le tante piccole violenze quotidiane. È rimasta anche la nostra rabbia. >
L’inevitabile guerra che ci aspetta
di Francesco Strazzari
Un attacco russo alla Nato è possibile, fra cinque anni, forse otto. A parlare è il ministro della difesa tedesco, Boris Pistorius. Mosca minaccia sempre più paesi baltici e Moldavia e il capo del comitato militare Nato, Rob Bauer, evoca la necessità di una warfighting transformation dell’Alleanza. >
La resistenza dei femminielli che non vogliono finire nel calderone lgbtq+
di Marina Terragni
Ogni anno a Candelora i femminielli fanno la loro juta al Santuario di Mamma Schiavona o Montevergine sul Monte Partenio (Avellino) dopo una settimana preparatoria di preghiere e tammurriate in onore di quella Madonna Nera che li ha sempre guardati come figli bisognosi e diletti >
Se otto miliardi vi sembran pochi
di Silvia Baratella
Non mi capacito dell’allarme sociale sulla “denatalità”. La popolazione mondiale è passata da quattro a otto miliardi nel giro di quarant’anni e nel frattempo sono aumentati a dismisura i consumi pro-capite di tutte le risorse possibili immaginabili (acqua, cibo, merci, energia e tutto quel che vi viene in mente), solo nell’Occidente sviluppato naturalmente, che però depreda il resto del mondo per procurarsele >
La fine degli amori
di Rosa Carnevale
«Pensieri sparsi, per il giorno di San Valentino 2004. Oggi è una festa inventata dai fabbricanti di cartoline d’auguri per fare sentire di merda le persone. Non sono andato al lavoro oggi, ho preso il treno per Montauk, non so perché, non sono un tipo impulsivo. Forse mi sono svegliato solo un po’ depresso. Devo far riparare la macchina». >
I pacifisti di Israele
di Francesca Mannocchi
Dalla finestra della sua camera, a nord di Tel Aviv, Iddo Elam ogni mattina vede uno striscione che recita: Bring them home. >
