di Roberta De Monticelli
«Temo che il mondo non stia camminando come un sonnambulo verso una guerra più ampia, temo che lo stia facendo con occhi bene aperti». >
Archivio dell'autore: Massimo Lizzi
Quando fare politica non è facile
di Paola Mammani
Vi sono state sfide difficili da affrontare negli ultimi anni. Avvenimenti dirompenti sui quali, come c’era da aspettarsi, ci siamo divise, ma alcune sono state prese alla sprovvista e io tra loro >
L’avvicinamento degli uomini alle donne favorisce la pace
di Antonella Nappi
La prima ministra neozelandese Jacinda Ardern non sente più l’energia sufficiente per fare il mestiere che ha condotto benissimo fino ad ora e vuole avere il tempo di essere presente alla figlia che inizia la scuola. >
Ánna Politkóvskaja, un’eredità scomoda
di Guido Caldiron
Nel mondo anglosasson con il termine whistleblower, si identifica un «lanciatore di allerta»: chi, in base alle proprie ricerche o analisi è in grado di individuare la china pericolosa che stanno prendendo determinate vicende, processi tecnologici, scientifici o economici o, per estensione, gli esiti catastrofici verso cui possono condurre le scelte di questo o quel leader. >
Andromaca e le altre, una retorica maschile
di Dino Piovan
«La guerra è affare di uomini». Quante volte l’abbiamo sentita e risentita, questa frase? Non abbiamo constatato il suo inveramento ancora una volta, per l’ennesima volta, nell’interminabile conflitto in Ucraina, con le donne lasciate libere di fuggire dal paese a differenza di quasi tutta la popolazione maschile? >
Katherine Mansfield a cento anni dalla morte
di Franca Fortunato
Il 6 gennaio 1923 moriva Katherine Mansfield, scrittrice neozelandese poco conosciuta e poco ricordata >
Presentazione del libro “La medicina delle differenze” di Silvia Di Francia
di Maria Castiglioni
Il libro di Silvia Di Francia, “La medicina delle differenze”, Neos edizioni 2020, è un testo molto ricco e articolato, organizzato in diverse sezioni tematiche. >
Cuore e lavoro, il nuovo slogan di giovani (e donne)
di Riccarda Zezza
Ci aspettavamo che succedesse già con i Millennial, ma la spallata finale sembra essere arrivata con la generazione Zeta: i giovani stanno mettendo in discussione il “senso” del lavoro. >
