15 Novembre 2004
l'Unità

La Scuola siete voi

Giovanna Grignaffini, Piera Capitelli, Alba Sasso

Care amiche e cari amici maestri docenti, ricercatori non vi sembri strana questa lettera aperta delle deputate Ds che si occupano di scuola. Sì, siamo proprio noi, quelle di cui ogni tanto parlate dicendo “ma l’opposizione che ci sta a fare?”. >

11 Novembre 2004
Carta n°41

Recensione a “Buone notizie dalla scuola”

Antonietta Lelario
Della scuola si discute da anni, con argomenti che ritornano, in apparenza uguali. La crisi sembra durare da sempre, immutabile al trascorrere degli anni e degli eventi. >

11 Novembre 2004
Carta n°41

Non vedete le donne

Antonietta Lelario e Gian Piero Bernard del Movimento per un’autoriforma della scuola
Carissima Carta ,
due parole dopo aver letto auto scuola. Dovremmo essere felici, come sempre quando le analisi politiche convergono in modo non forzato, né per assunzione ideologica. Ma…C’è un ma. >

7 Ottobre 2004
Carta

Elementare

Renata Puleo
In Sicilia, quando insegnavo alle elementari, spesso mi capitava di sentirmi definire maestra di «scola vascia», di scuola «bassa». L’espressione conteneva più di una sfumatura spregiativa, resa ancora più evidente dal fatto che gli insegnanti maschi erano chiamati «professori», come i colleghi delle superiori. >

1 Ottobre 2004
Ecole

Lettera

Gioconda Pietra e Vita Cosentino
Cara école,
Come è già capitato a Milano al seminario “Pratiche sensate di resistenza”, le posizioni espresse da Raffaele Mantegazza nella sua rubrica “R/Esistere tra i banchi” ci suscitano molte perplessità e un esplicito disaccordo quando afferma: “La scuola è dunque il vero e proprio braccio armato della politica e della società, e la coscienza di ciò è il primo presupposto per considerarla come possibile ambito di resistenza.” >

29 Settembre 2004
il manifesto

Dietro il metodo una donna

Stefania Ficacci
E’ imbarazzante scoprire alla mia età di essere stata educata come una bambina deficiente. Il significato letterale di questo termine è «mancante». Sono stata dunque una bambina «mancante di qualcosa»? L’assenza o meno di questo «qualcosa», caratterizza la differenza fra normalità e anormalità. In sostanza, si potrebbe concludere, che essere deficiente significa non essere normale. La straordinarietà che porta con sé l’infanzia è la incapacità dei bambini di cogliere questa «biologica» sfumatura fra la normalità e l’anormalità. Alle prese con un castello di sabbia o una caccia al lombrico non mi sono mai posta il problema. >

24 Settembre 2004
l'Unità

Allarme: la “pillola dell’obbedienza” torna in farmacia

Marina Piccone
Tra pochi giorni, il Ritalin, un farmaco a base di metilfenidato, un’anfetamina, sarà di nuovo in commercio su decreto del Ministero della Salute. Servirà a curare il cosiddetto “Disturbo da deficit dell’attenzione con iperattività” (Adhd: Attention Deficit Hyperactivity Disorder), una sindrome che colpisce bambini in età scolare e prescolare, caratterizzata da irrequietezza, difficoltà di concentrazione, sbadataggine, impulsività, svogliatezza, poca disponibilità all’ascolto. >