Redazione del sito
Come in un gioco amoroso, dove certamente conta arrivare al risultato, ma per la sua giusta strada…
Approfondimenti
epifania della STORIA VIVENTE
La memoria che siamo, la storia che scriviamo
Pesaro, 1 maggio 2013
di Anna Paola Moretti
L’ultimo numero della rivista DWF (n.3/2012) presenta gli scritti della Comunità di Storia Vivente: Marirì Martinengo, Laura Minguzzi, Marina Santini, Luciana Tavernini, raccontano della nuova modalità di scrivere storia che stanno sperimentando e i primi risultati. Un impegno di ricerca esercitato con passione in un percorso di più di vent’anni, che in anni recenti ha trovato un punto di svolta, portando a un “cambiamento radicale di orizzonte simbolico e di metodo”.
No Muos, nuovi scontri a Niscemi la polizia solleva di peso i pacifisti
di Ivan Mocciaro
Continua il presidio in contrada Ulmo a Niscemi dov’è in corso la realizzazione del sistema satellitare Muos della marina militare Usa.
“Noi, maestre per passione in una scuola di frontiera”
di Benedetta Guerriero
«In una scuola come questa non puoi permetterti di proporre sempre gli stessi argomenti, qui la situazione è in divenire: bisogna continuamente ricercare e aggiornarsi, altrimenti prevale la frustrazione».
Alla fine sul palco spunta la bandiera listata a lutto
di E.MAR.
Lo avevano promesso quelli del movimento No Dal Molin: «Saremo in piazza con le bandiere listate a lutto».
L’arte ci prende per mano
di Maria Donata Glori
L’arte ci prende per mano è la frase che Maria Lai ha inciso sulla sua opera Lavagna situata nel centro abitato di Ulassai, Nuoro.
LETTERA APERTA AI CITTADINI E ALLE CITTADINE
Associazioni NO DAL MOLIN
continuiamo a dire il nostro NO alla base partecipando oggi, con le bandiere della pace listate a lutto, alla celebrazione del 25 aprile
Quando la storia ha strade impreviste.
di Serena Fuart
“Credo che partire proprio da quelle situazioni che in noi hanno suscitato sentimenti negativi, o perlomeno contraddittori, sia un buon inizio perché essi costituiscono un sintomo, una spia che le interpretazioni dominanti, quelle del sistema patriarcale e capitalistico, non riescono a dire, qualcosa che la nostra esperienza viva ci fa sentire e che tuttavia non ha ancora parole. È un lavoro di scavo possibile ma difficile da fare tutto da sole e la costituzione di una comunità di ricerca aiuta a continui aggiustamenti per avvicinarci sempre di più a una verità che non è solo interiore ma offerta a tutte e tutti.” Così scrive Luciana Tavernini, una delle autrici del numero di DWF – La pratica della storia vivente.
