di Lucia
Caro Direttore, le scrivo questa lettera perché so che nel suo giornale al quale sono abbonata date spazio alle persone normali come me, che hanno qualcosa da denunciare, ma che nessuno ascolta.
di Lucia
Caro Direttore, le scrivo questa lettera perché so che nel suo giornale al quale sono abbonata date spazio alle persone normali come me, che hanno qualcosa da denunciare, ma che nessuno ascolta.
di Pierangela Cannone
Grande festa ieri per “Città Felice”. Giunta al ventennale della sua fondazione, l’associazione di donne ha voluto ripercorrere a ritroso il proprio vissuto nel territorio catanese: nella cornice del palazzo Platamone, si sono susseguiti interventi artistici e musicali, visivi e poetici.
Nadezhda Tolokonnikova
L’annuncio del marito Pyotr Verzilov con un post su Twitter. Nadezhda Tolokonnikova aveva ottenutoil trasferimento due settimane fa, ma poi di lei si erano perse le tracce
di Felice Accrocca
Il 2 novembre 1913 nasceva a L’Aia, in Olanda, Romana Guarnieri: i suoi genitori — Romano Guarnieri (1883-1955) e Iete van Beuge (1890-1971) — vi si erano trasferiti dopo il loro matrimonio nel 1909 a Nimega, città natale della madre, e qui nacque anche il fratello Leonardo (1915).
La santa del mese raccontata da Luisa Muraro
«La santa Caterina era figlia d’un re». Così cominciava una filastrocca scherzosa che cantavamo da ragazze. Raccontava il conflitto tra Caterina d’Alessandria e suo padre pagano. In realtà, cioè nella leggenda ufficiale (non c’è storia documentata), il conflitto che la porta al martirio è con l’imperatore romano Massimino. Ma sempre di uomini che fanno la legge si tratta.
di Franca Fortunato
Egregio direttore, non so quante donne e uomini si siano riconosciuti nel suo editoriale di sabato scorso, io di certo sì, non solo nei ringraziamenti al sindaco Pisapia e alla città di Milano da parte della “Calabria perbene”, ma essenzialmente nel titolo di apertura del giornale “Un omaggio all’amore per la libertà”.
di Margherita Ghilardi
Un sottoscala o una soffitta? Una cantina? Un ripostiglio? Chissà dove vanno a finire le scrittrici dimenticate, si chiedeva una ventina di anni fa Luigi Baldacci, molto lodate in vita ma presto sgombrate dai piani alti della storia letteraria, spazzate via nelle antologie e nei bilanci definitivi della critica.
di Giacomo Valtolina
Tremila bandiere gialle con il viso sorridente di Lea e una scritta eloquente («Vedo sento parlo»)