del Collettivo Donne InCuranti
La nostra campagna #madriinrivolta è, almeno per ora, giunta a conclusione: si sono tenuti presìdi ed è stato consegnato il nostro appello alle Prefetture nelle città di Venezia, Reggio Emilia, Piacenza, Pisa, Firenze, Napoli, Roma, Bologna, Rimini, Parma, Palermo, Catania. >
Punto di vista
Afghanistan senza veli
di Natalia Aspesi
Su una bancarella di libri usati, anni fa, ho trovato un libriccino malconcio, tra l’altro assurdamente costoso, ma io se vedo la parola women, Frauen, femmes, mujeres, donne, non so resistere, l’ho stoltamente comprato e adesso fortunosamente ritrovato tra i tanti dedicati alla nostra storia di femmine e alle nostre lamentazioni e maledizioni. In inglese e tedesco, è intitolato Donne in Afghanistan, autrice la giornalista Fahima Rahimi, pubblicato nel 1977 con la collaborazione di Nancy Hatch Dupree, la celebre storica americana che ha dedicato la sua vita a quella terra per noi tuttora immaginaria. >
G20 delle donne: lettera aperta alla ministra Bonetti – Alle donne e al mondo serve la differenza femminile
di Maria Esposito Siotto
A Santa Margherita Ligure si tiene oggi la prima Conferenza G20 dedicata alle donne: questa lettera aperta chiede una svolta politica. Ci si centri sulla differenza femminile, senza limitarsi a discorsi paritari: le donne chiedono un cambio da lungo atteso. >
Per le donne afghane, un’iniziativa del Trust Nel Nome Della Donna
di Alveare Milano e Lecce
Il Trust Nel Nome Della Donna si sta mobilitando per aiutare concretamente le donne afgane, finanziando una Ong italiana che opera da anni sul territorio e che si sta occupando di questa immane tragedia. >
RAWA: non si può credere che i diritti delle donne e la democrazia facessero parte dei piani di USA e NATO
di RAWA (Revolutionary Association of the Women of the Afghanistan)
La Afghan Women’s Mission ha contattato RAWA per chiedere di cosa ha bisogno durante questa emergenza. In questo breve dialogo con la condirettrice di Afghan Women’s Mission, Sonali Kolhatkar, la RAWA spiega come si stia evolvendo la situazione a partire dalle proprie osservazioni >
Afghanistan: quello che si può fare
di Bianca Pomeranzi
Le immagini atroci dell’aeroporto di Kabul ci hanno annichilito. La rabbia e la paura di una popolazione disperata hanno preso il sopravvento sulla nostra apatia verso una guerra lontana di cui tutti, adesso, sembrano vergognarsi.
Il dolore per chi rimane, per le molte e i molti che vedranno la loro vita in pericolo o annientata, per bambine e per giovani che perderanno la possibilità di scegliere il futuro non può di nuovo annegare nell’enfasi del “salviamo le donne” dall’alto della nostra libertà. Né possiamo accettare che le afghane siano ostaggio di una guerra persa nel finto scontro tra patriarcati. >
Balqis e le sue compagne: «Vogliamo aiutare le donne a sentirsi libere»
di Marta Serafini
«Celebro la festa nazionale nella mia mente. Oggi (ieri per chi legge, ndr) qui in Afghanistan è il giorno dell’indipendenza dall’occupazione britannica ottenuta nel 1919, che per noi simboleggia l’indipendenza da ogni occupazione». >
Afghanistan, la sindaca e la governatrice che si opponevano ai talebani
di Marta Serafini
Zarifa Ghafari se ne sta nascosta: «Aspetto che mi vengano a prendere». Mentre di Salima Mazari non si hanno più notizie e si teme possa essere stata catturata [come è stato poi confermato. Ndr]. >
