Adriana Polveroni
Mona Hatoum, artista palestinese nata a Beirut nel 1952, è una donna tosta. Senza dubbio intransigente, ha uno sguardo che pare osservare da una “giusta distanza” il suo passato, il mondo dove vive, anche la sua arte, che, sebbene fedele a precisi criteri, in 30 anni è anche molto cambiata. >
Liberarte
Con Candida Hofer Napoli si trasforma in pura immagine
Adriana Pollice
«Utilizzo la luce naturale, non mi piace portarmi dietro fari e attrezzi da set cinematografico. In alcuni ambienti si possono aprire o chiudere le tende, ma il lavoro sulla luce lo faccio in studio» racconta la fotografa tedesca Candida Höfer di fronte l’immagine, grande quanto un quadro rinascimentale, della sala del teatro Mercadante ripresa dal palcoscenico, di un bianco innaturale in contrasto con il rosso dei velluti. >
Dove inizia lo scandalo?
Barbara Casavecchia
Onesta. Per Catherine Opie, la chiave del suo lavoro di artista e fotografa è tutta lì, in quella parola acqua e sapone, scomodissima. Come il raccontarsi senza trucchi, mettendosi in gioco. >
Louise Bourgeois: scopisci con rabbia
Louise Bourgeois
Molte persone sono ossessionate a tal punto dal passato che ne muoiono.
È l’atteggiamento del poeta che non trova mai il paradiso perduto, ed è in
effetti la condizione di quegli artisti che lavorano per una ragione che
nessuno riesce davvero a cogliere. Amenoche non cerchino di ricostruire
qualcosa del passato. È che il passato per alcuni ha unatale presa, una tale bellezza… >
Tavole di Costanza Prinetti
Liliana Rampello
Ho conosciuto Costanza Prinetti in Libreria, era con sua madre, nostra amica, Marisa Caramella, e tra le chiacchiere ho saputo un po’ quello che faceva. A lei piaceva l’idea di accompagnare il lavoro del nostro sito con le sue immagini, a noi, di imparare a guardare la realtà con i suoi occhi diversi, nella sua lingua. Un incontro che comincia e spero sia interessante per tutte. >
Sinfonia di ombre in riva al Bosforo
Arianna Di Genova
Fuori, i battelli scivolano lungo le acque tranquille del Bosforo, «inquadrati» perfettamente dai grandi finestroni del moderno museo di Istanbul.
Pellegrinaggi fotografici di Khoroshilova
Valentina Parisi
«Un pellegrinaggio attraverso il paese degli spazi locali», così il critico Vitalij Patsyukov ha definito, con una formula tortuosa ma calzante, l’ampio ciclo fotografico Russkie (Russi), realizzato di recente da Anastasia Khoroshilova ed esposto fino al 2 maggio alla galleria Impronte di via Montevideo 11 a Milano. >
L’artista in fuga dai nazisti a censurati dai comunisti
Barbara Casavecchia
Al muro è schierata una miriade di piccoli corpi grigi decapitati, in piedi, braccia lungo i fianchi, impercettibilmente diversi. Sono i Bambini con cui Magdalena Abakanowicz accoglierà i visitatori: 90 figure in ceramica vulnerabili e minacciose, perché «tutte le moltitudini sono senza testa. Hanno reazioni pericolose, da organismi senza cervello». >
