Maria Marangelli, della formazione Fiom Lombardia
Dalla pratica del movimento delle donne e dalla nostra abbiamo imparato che riusciamo a trasmettere alle altre la libertà che siamo in grado di produrre per noi. >
Maria Marangelli, della formazione Fiom Lombardia
Dalla pratica del movimento delle donne e dalla nostra abbiamo imparato che riusciamo a trasmettere alle altre la libertà che siamo in grado di produrre per noi. >
Piera Moretti
Questo testo è la versione abbreviata di un intervento presentato a un seminario sul lavoro – “La vi ta attiva”, Mestre, marzo 1993 organizzato dall’associazione ione politica La rete della differenza. >
Paola Piva consigliera comunale di Roma
L’inchiesta di Roberta Tatafiore (Via Dogana n. 3 e 4) racconta di donne che sperimentano il lavoro di cura non come ripiegamento su compiti tanto necessari quanto modesti, bensí come scoperta di sé e un modo per dare spessore ai rapporti familiari. >
Luisa Muraro
Del comunismo io voglio salvare che il lavoro delle persone abbia un riconoscimento, una dignità, e che sia fonte di libertà. >
Rinalda Carati presso la Filtea (Federazione italiana lavoratrici tessili e abbigliamento), Camera del lavoro di Brescia, presenti operaie, delegate e sindacaliste.
ROSA: L’interrogativo mi sembra importantissimo, e lo sto pensando dentro di me. A casa mia di comunismo si parlava. Era qualcosa di molto importante, ma molto lontano. >
Luisa Muraro
Il 22 dicembre, nella rubrica delle lettere, l’Unità ha pubblicato la lettera di un barone, cioè di un prof universitario ai vertici della carriera. E’ una lettera singolare. Spesso i giornali pubblicano lettere e servizi sull’università, il più delle volte per denunciarne qualche male. Anche questa lettera è di denuncia. >
Chiara Zamboni
Raffaele Simone è un linguista che lavora all’università di Tor Vergata a Roma. Il suo libro L’università dei tre tradimenti (Laterza 1993), è molto critico sull’università italiana e al medesimo tempo decisamente scettico sulla possibilità di una sua trasformazione. >
Lia Cigarini
C’è una politica della rappresentanza e c’è una politica della contrattazione. Fra loro non si escludono. Non possono escludersi, se non altro perché la contrattazione, nella politica come in tutte le relazioni umane, viene prima, a un livello piú elementare. >