di Roxane Gay
In un mondo ideale, potrei pensare che non crediamo alle vittime degli stupratori perché ci è difficile immaginare che l’autore di uno stupro possa essere una persona per altri versi del tutto normale
Archivio dell'autore: libreria
Via Dogana. Perché vi fermate? Ci fermiamo per pensare. Facciamolo insieme!
di Clara Jourdan
Domenica 16 novembre 2014 si è tenuto un incontro alla Libreria delle donne sul futuro della rivista Via Dogana. Quello che si è deciso e le sue motivazioni lo troverete spiegato sul prossimo numero 111, in quarta di copertina.
Se si vuole operare contro la violenza
di Chiara Saraceno
Ho letto con un certo sgomento quanto Recalcati ha scritto su Repubblica per condannare la violenza che troppi uomini praticano contro le donne
Presentazione di un progetto che cerca un nome proprio e l’aiuto di persone amiche
Siamo Ilaria Durigon e Chiara Melloni, due amiche da anni impegnate politicamente, impegno che ci ha viste attive in varie occasioni e sul web nel blog ‘Femminile Plurale’.
#25N: “Care ragazze, non fidatevi delle professioniste del vittimismo”
di Angela Azzaro – Anna Paola Concia – Eretica
Care ragazze, non ascoltate le professioniste del vittimismo.
Non datele ragione, ascoltate invece le sue precise parole: il discorso di Nurit Peled
L’11 sett. 2014, a Strasburgo, Nurit Peled-Elhanan ha parlato al Parlamento europeo riunito in sessione straordinaria su Gaza. Riportiamo alcuni passi del suo discorso.
Ursula K. Le Guin accetta la medaglia della National Book Foundation’s per essersi distinta nel contribuire alla letteratura Americana, al 65° National Book Awards del 19 novembre 2014.
Ursula Le Guin
«Come tanti piccoli Eichmann, evitiamo di pensare, per questo il totalitarismo ha vinto». Intervista a Margarethe von Trotta
di Rodolfo Casadei
«Oggi siamo tutti dei piccoli Eichmann. Come il criminale nazista di cui Hannah Arendt ha saputo cogliere l’intima essenza, evitiamo di pensare. Il totalitarismo ha vinto anche se ha perso come sistema politico. Per reazione ha prodotto un individualismo che è vuoto di pensiero». Margarethe von Trotta è stata molto chiara e non ha lasciato dubbi sulle motivazioni che l’hanno spinta, due anni fa, a girare il film Hannah Arendt.
