Lettera della libraie della Libreria delle donne >
Contributi
Una donna eletta come vicepresidente. Riflessioni su Kamala Harris, le donne e il potere
di Cristiana Fischer
Il fatto che la politica femminista non sia la politica neutra-maschile di destra e sinistra potrebbe anche darsi per acclarato. Kamala Harris è stata procuratrice di destra, cioè autoritaria e non popolare, ma è una donna arrivata a un alto livello politico nell’impero americano: questo che cosa rappresenta per le donne in generale? >
Lettera di Marina Terragni a deputato PD: quale confronto con “importanti filoni del movimento femminista” sulla legge contro l’omotransfobia?
Ieri, mercoledì 4 novembre, è passata alla Camera dei deputati, non ancora al Senato, la legge contro l’omotransfobia, senza dare risposta alle obiezioni di molte femministe. >
Lea Vergine
di Lia Cigarini, Luisa Muraro
Lea Vergine non è più tra noi ma è ancora dentro di noi nel ricordo e ancor più nella riconoscenza: lei è tra le donne che hanno aiutato la nascita della Libreria delle donne di Milano. >
«Un gesto trasformativo e trasgressivo». In ricordo di Lea Vergine
di Marta Equi
Personalmente la associo ad un progetto importante per la storia della Libreria delle Donne di Milano, che è particolarmente interessante perché fa luce sulla relazione originaria tra politica della Libreria e pratiche artistiche, che prosegue fino ad oggi con le attività della Quarta Vetrina. >
Una gpa solidale, se esiste, non ha bisogno di leggi
di Paola Mammani
L’Associazione Luca Coscioni, l’Associazione Italiana genitori di ragazze affette dalla sindrome di Rokitansky, Certi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Agedo e l’Ufficio Nuovi Diritti della CGIL di nuovo manifestano per chiedere alla politica una legge che tuteli la gestazione per altri. >
Vanity Fair: ingenuità o provocazione?
di Giorgia Baschirotto
Tu che lavori nel campo della moda, che cosa pensi del numero di Vanity Fair “Le donne italiane” affidato a Francesco Vezzoli? >
Libertà di espressione o schiavitù delle gonadi?
di Clara Jourdan
Quando giorni fa ho sentito a una rassegna stampa che il giornale satirico francese Charlie Hebdo aveva ripubblicato la vignetta offensiva su Maometto che scatenò il sanguinoso attentato del 7 gennaio 2015 alla redazione parigina della rivista, non potevo crederci. >
