di Alessandra Pigliaru
Correva l’anno 1987 quando comparve Il sessismo nella lingua italiana di Alma Sabatini, con la collaborazione di Marcella Mariani e la partecipazione alla ricerca di Edda Billi e Alda Santangelo. >
Punto di vista
La teoria “queer” o come deviare il femminismo dal suo cammino
di Altamira Gonzalo
Questo testo, segnalato e tradotto da Veronica Tamborini, riguarda la Spagna ma fa chiarezza su un argomento che ci interessa, le critiche al ddl sulla omo e transfobia (Ndr) >
Legge contro l’omofobia – L’ultima battaglia femminista
di Linda Laura Sabbadini
È da anni che si cerca di approvare una legge contro l’omofobia e contro la transfobia. L’Istat certificò nel 2011 l’esistenza di una situazione di discriminazione per orientamento sessuale più grave per le persone transessuali. >
Omotransfobia, le femministe contro la legge. Francesca Izzo: “No all’identità di genere, il sesso non si cancella”
di Monica Rubino
Francesca Izzo, storica del pensiero moderno e contemporaneo, tra le fondatrici del movimento femminista “Se non ora quando”. Perché criticate il ddl Zan contro la omotransfobia, depositato ieri alla Camera? >
Che cos’ha il termine transessualità che non va?
Arcilesbica Nazionale
La legge contro l’omo-lesbo-transfobia che si discute in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati vuole prevenire violenze e discriminazioni basate su «sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere». Chiediamo al relatore on. Zan perché vuole usare l’espressione identità di genere invece che transessualità? >
Taty, la Madre di Plaza de Mayo che a 90 anni non può morire: “Aspetto la verità su mio figlio”
di Filippo Fenia
Con centinaia di donne chiede da 43 anni di ottenere i resti dei desaparecidos argentini scomparsi durante la dittatura >
Uomini che si mettono in discussione o no?
di Silvia Baratella
Leggo su Internazionale on line l’approfondito reportage di Adil Mauro dell’8/6/2020, «Uomini che si mettono in discussione», che parla dell’associazione Maschile Plurale, nata da un gruppo di uomini con l’intento di contrastare la violenza contro le donne e sono in relazione con il femminismo. >
RU486: quando l’essere donna non fa la differenza
di Franca Fortunato
La delibera della presidente regionale dell’Umbria, la leghista Donatella Tesei, con cui ha fatto un passo indietro rendendo l’aborto farmacologico con la Ru486 da in day hospital a ricovero forzato per tre giorni, come previsto dal 2009 dalle linee guida del ministero della Salute che lascia alle Regioni la scelta del day hospital, è l’esempio di quando l’essere donna nelle istituzioni non fa la differenza. >
